In centinaia alla marcia per ricordare la mamma accoltellata da suo marito VIDEO

SETTALA Il dramma di Caleppio, manifestazione promossa dai centri antiviolenza

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Camminare insieme per ribadire l’impegno condiviso nel contrasto a ogni forma di violenza di genere con la consapevolezza che la strada da percorrere è fatta di rispetto, cultura, educazione e partecipazione. In tantissimi hanno accolto l’invito della Rete Antiviolenza Adda Martesana, V.I.O.L.A., che ha scelto Settala quale luogo simbolo della settima edizione della camminata #nonchiuderegliocchi, scelta non casuale ma dettata dalla volontà di ricordare il tragico episodio consumatosi proprio a Caleppio di Settala il 3 maggio 2025: Amina Sailouhi, 43 anni, venne uccisa con 15 coltellate dal marito. A dare l’allarme fu la figlia, 10 anni, che assistette alla violenta aggressione. La vicenda di Amina, «donna capace di intessere attorno a sé una rete di affetto, cordialità e accoglienza» dice chi la conosceva, scosse profondamente la comunità «ma oggi spetta a noi – ha detto il sindaco di Settala Massimo Giordano – ricordare per non dimenticare quello che è accaduto». La tappa settalese della camminata antiviolenza – in contemporanea si sono tenute altre tre camminate, a Bussero, Grezzago e Vimodrone – è stata anche occasione per promuovere una nuova iniziativa in nome di Amina, la realizzazione del “lenzuolo SOSpeso”, una grande tela bianca – La Costellazione di Amina – sulla quale ricamare e disegnare frasi e messaggi. L’iniziativa si riallaccia al progetto internazionale lanciato da associazioni e gruppi antiviolenza che vede i lenzuoli SOSpesi trasformarsi in potenti messaggi contro la violenza di genere.

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