Come un segno nel buio l’evento di Argine
ha acceso di musica il parco dell’Isola Bella
IL FESTIVAL Performance e installazioni artistiche, workshop, mercatini e momenti di condivisione, tanta musica live e dj set
Lettura 2 min.Due serate di musica e arte hanno trasformato il Parco dell’Isola Bella in uno spazio di incontro e sperimentazione. Si è chiusa con un bilancio soddisfacente la terza edizione di Lodi al Buio, il festival promosso da associazione Argine inserito nel calendario di Lodi al Sole e realizzato grazie al sostegno del bando della Fondazione Comunitaria. L’edizione 2026, in scena venerdì e sabato, è stata dedicata al tema del “segno”, inteso come traccia lasciata nel tempo. Un filo conduttore che ha attraversato l’intera manifestazione, dalle performance alle installazioni, passando per workshop, mercatini e momenti di condivisione che hanno animato il parco. «Siamo molto contenti della partecipazione - commenta il presidente di Argine Matteo Cavalleri -. Ogni sera abbiamo proposto quattro concerti e due dj set, con tanta gente presente e un grande coinvolgimento dei volontari».
Proprio il lavoro condiviso ha dato forma a “Cavea”, la scenografia del palco composta da moduli concavi retroilluminati, costruita dopo un laboratorio di falegnameria che ha coinvolto i volontari del festival e progettata nel rispetto delle norme di sicurezza. A valorizzare ulteriormente l’esperienza è stato anche l’impianto di Naoto Sound.
La line up ha proposto un viaggio attraverso sonorità molto diverse tra loro. Dal rock psichedelico all’elettronica sperimentale, passando per ritmi latini, garage rock e techno. Tra i concerti più apprezzati quello dei vicentini Tare, con il batterista sistemato al centro del palco e rivolto di spalle al pubblico, l’esibizione di Jipsy Jobs, one man band siciliano, e quella di Banadisa, che ha unito ritmiche elettroniche e percussioni dal vivo. Originale anche la performance di Giacomo Laser, che ha reinterpretato la fiaba di Pollicino in chiave teatrale e ironica, offrendo una lettura psicologica del celebre personaggio.
Grande spazio anche ai dj set, con due protagonisti di livello internazionale. La prima serata si è conclusa con Piezo, artista attivo nei principali festival europei della scena techno, preceduto da Llalllaeo. Sabato è stata invece la volta di Go Dugong, dj e produttore piacentino conosciuto in tutta Italia, e di NVST, artista di origini marocchine e svizzere che porta la propria techno tribal nei club di Berlino. Accanto alla musica non sono mancati i momenti dedicati alla creatività e alla socialità. I mercatini hanno ospitato diversi laboratori, tra cui quello delle ragazze lodigiane di “Spiriti di Ecade”, che hanno presentato un originale liquore alla rucola e limone, e un workshop dedicato alla scrittura giapponese. Curiosa anche l’esperienza dello “sleeping concert”, una sorta di campeggio accompagnato da musica “ambient”.
Il tema del segno ha trovato infine una traduzione concreta e destinata a rimanere nel tempo grazie all’intervento dell’artista e scultore Edi Balla, autore di una placca in cemento armato collocata a filo del terreno nell’area del dance floor. «Ci siamo chiesti cosa significa lasciare un segno – conclude Cavalleri –. L’artista ci ha aiutato a trasformare questa idea in un gesto concreto. Non sappiamo come la placca cambierà negli anni: forse verrà coperta dall’erba, forse si integrerà completamente con il terreno. Ma sappiamo che proprio lì si è materializzata la terza edizione di Lodi al Buio. È il nostro modo di lasciare una traccia e continuare a costruire comunità».
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