
Da Mia Martini a Whitney Houston, un recital per dire “no” alla violenza
L odi al sole Sul palco la cantante lodigiana Emanuela Bongiorni con lo spettacolo “E non finisce mica il cielo”
“E non finisce mica il cielo” è un recital canoro ideato e interpretato da Emanuela Bongiorni. Attraverso i brani di Mia Martini e di altre grandi artiste italiane e internazionali, la nota cantante lodigiana, nonché fondatrice dell’etichetta discografica Ebim Records, intende dare voce alle donne vittime di violenza fisica e psicologica: lo spettacolo è un invito potente alla consapevolezza e al cambiamento, uno spazio per far parlare tutte le donne ignorate e dimenticate. L’appuntamento, inserito nel calendario di Lodi al sole, è in programma questa sera (sabato, ore 21.30) in piazza della Vittoria. «L’idea è nata nel 2015 per parlare di un tema che, purtroppo, è sempre di stringente attualità – racconta Emanuela Bongiorni –. La violenza contro le donne rimane il focus dello spettacolo, ma si parla anche di violenza in generale, omofobia, bullismo. Nel corso degli anni abbiamo ampliato e modificato la struttura del recital: l’obiettivo di dare voce a tutte quelle donne che, nella vita e nella musica, sono state ignorate, maltrattate e silenziate». Emanuela Bongiorni, splendida voce con alle spalle una solida carriera, sarà affiancata sul palco da Marco Colombo (batteria), Max Viappiani (basso), Nicola Rossetti (pianoforte e tastiere) e Rio Palmieri (chitarra); parteciperanno anche la ballerina Andrea Alfieri e l’autore Luca Sala. Sono previsti inoltre interventi, a cura di Ilaria Marchi, per riflettere sulla violenza di genere, sulle sue radici e sui fatti di attualità. Cuore pulsante dello spettacolo rimangono le canzoni di Mia Martini, artista di enorme talento e sensibilità, nonché vittima di ingiustizie e abusi, a cui si aggiungono brani di altre interpreti e cantautrici italiane e internazionali quali Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia e Whitney Houston. Tramite la forza evocativa della musica, “E non finisce mica il cielo”, titolo che riprende un celebre brano proprio di Mia Martini, affronta il tema della violenza di genere, fisica o psicologica, cercando di smuovere le coscienze e rompere il silenzio devastante che circonda un problema ormai sistemico. Lo spettacolo diventa così un manifesto di dignità e liberazione, pronto a ricordarci che la musica, oltre ad avere un forte potere politico e sociale, può anche curare, raccontare e trasformare.
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