Elio, il “musicista che ride” in un omaggio ai grandi maestri
LODI Il poliedrico artista sabato porta sul palco delle Vigne la “scuola milanese”
Lettura 1 min.Un omaggio a tutti gli artisti – e alla illuminata “scuola milanese” – che hanno reinventato la forma canzone mischiandola con cabaret e teatro. Sul palco delle Vigne di Lodi (sabato, ore 20.45, biglietti già sold out) sbarca il mitico Elio, il poliedrico leader di Elio e le Storie Tese, accompagnato da una band di giovani virtuosi (Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Matteo Zecchi al sassofono e Giulio Tullio al trombone) con lo spettacolo “Quando un musicista ride”, ideale seguito del fortunato “Ci vuole orecchio”.
Elio e soci si divertono di nuovo a esplorare e reinventare quell’immenso repertorio comico ai confini tra canto e disincanto che, soprattutto intorno agli anni ’60 del secolo scorso, ha percorso la musica, la canzone, il cabaret, il teatro e un pezzo di storia del nostro Paese. Da Dario Fo a Giorgio Gaber, dal nume tutelare Enzo Jannacci a Cochi e Renato, oltre a tantissimi altri: una generazione di artisti eccentrici e controcorrente che hanno sorpreso e divertito tutti, dagli sperimentalisti al grande pubblico, reinventando un genere musicale ricco di stravaganti e divertenti “canzoni scanzonate”.
È questo il cuore pulsante di uno spettacolo che si propone di rinnovare quegli spunti geniali, innovativi, anticonformisti e quella straordinaria libertà creativa, giocando e ridendo con musica e canzoni. La scaletta include classici ironici come La gallina, Giovanni telegrafista, Benzina e cerini, Canzone intelligente, Vengo anch’io. No tu no e il brano di Jannacci che dà il titolo allo spettacolo. «Quando un musicista ride – ricorda il regista Giorgio Gallione - è un viaggio sorprendente e modernissimo in un mondo ancora oggi sostenuto da un filo logico importante».
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