Il momento difficile dell’Iran nella pellicola Divine Comedy
CINEMA In sala ancora Norimberga e La Grazia di Paolo Sorrentino
Mentre Buen Camino sta polverizzando tutte le prime posizioni dei migliori incassi al cinema di sempre, gli schermi di provincia tendono sempre più ad assomigliare a quelle seconde visioni che appartenevano negli anni Sessanta e Settanta a cinemini per lo più di oratorio. Infatti, la possibilità di tenere per più settimane un film, anche da contratti capestro, fa sì che le prime visioni scappino via dalla programmazione per tornare a proporsi a distanza di giorni. E a scorrere i titoli del Cinema Moderno ci sono ancora, oltre al film di Zalone, Norimberga e La grazia . Questo sì in prima visione, ma che ha già avuto nel periodo natalizio più di un’anteprima mattutina. Interessante anche la possibilità di vedere al Cinema Fanfulla, La mia famiglia a Taipei e, soprattutto per i ragazzi, Spongebob - un’avventura dei pirati , in un tempo in cui è tornato pure in auge Sandokan non pare cosa da poco. Allargando la lente su un piano più ampio di territorio, tra le nuove uscite, un po’ rallentate dal periodo post – festivo, si staccano dal mazzo, Divine Comedy di Ali Asgari e La villa portoghese di Avelina Prat (Milano, Cinema Palestrina). Se il primo è un film che sembra fotografare il momento critico che sta attraversando l’Iran, con un regista che insieme alla sua produttrice parte per un viaggio nel paese a bordo di una Vespa con l’intento di far vedere il suo film, pesantemente colpito dalla censura; il secondo invece tratta, con una splendida Maria de Medeiros, la vicenda di un professore che viene precipitato in un incubo dalla scomparsa della moglie. Da recuperare, per i film di animazione, La piccola Amelie , autobiografia trasfigurata dell’infanzia della scrittrice Amelie Nothomb. Contrariamente a quanto si ritiene, non molto credito si dà al genere documentario, quand’invece ci sono prodotti che meriterebbero maggior fortuna come Despite the scars di Felix Riel (Cinema Anteo), rinascita di una donna dopo aver subito una violenza o Ferdinando Scianna – il fotografo dell’ombra di Roberto Andò (Cinema Beltrade).
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