
La carriera del «soldato del cinema» Herzog e le prime impressioni tra critica e applausi per Sorrentino
L’Altra Venezia
Forse vi è un tantino di esagerazione in Werner Herzog, quando per ringraziare la Biennale per il Leone d’oro alla carriera, si dice “soldato del cinema”. Una scivolata di poco conto si potrebbe aggiungere, se non che in un periodo così conflittuale i cui riverberi si avvertono pesantemente anche al Lido ogni cosa assume tutt’altro significato. Ma, vista la grandezza del personaggio la frase, pur riportata dai media, è stata presa per quella che è. A dimostrazione dell’umiltà di Herzog. Poi, però a vedere in tv Nosferatu si ha un’altra impressione e non per il “succhia-sangue”. Dunque, c’è da riflettere.
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