Lodi al Sole, opposizioni all’attacco: «Un passo indietro sul piano qualitativo»
GLI INTERVENTI La kermesse estiva del Comune sotto la lente, parlano Maggi e Ferri
Lettura 1 min.Per l’opposizione, il bilancio di Lodi al Sole è in chiaroscuro. Dopo l’intervista all’assessore alla cultura Francesco Milanesi, che sul “Cittadino” ha promosso l’edizione 2026, quella del 50esimo anniversario, definendola «una proposta di qualità e molto trasversale», arrivano le critiche degli avversari politici. Lorenzo Maggi, capogruppo de “Il Broletto con Maggi”, contesta soprattutto la mancanza di autocritica da parte dell’assessore: «È stato un errore eliminare la rassegna di letture teatrali di Mino Manni, che portava cultura vera e aveva creato un pubblico affezionato. Non si è capito perché sia stata interrotta. Sono invece contento che sia proseguita la rassegna “Pianoforte sotto le stelle”, che avevo avviato con la Gaffurio. Credo che Milanesi abbia un approccio quando fa opposizione e un altro quando governa – continua Maggi -. Non mi soffermo sui costi di Lodi al Sole, ma ricordo che alcune iniziative, come le serate dedicate alle cover band e lo street food, erano state criticate quando ero io assessore alla cultura. O allora non credeva a quello che diceva, oppure ha cambiato idea. Per onestà intellettuale, vanno comunque riconosciute le tante iniziative dedicate ai giovani, che considero encomiabili. Ma la serata con la maggiore partecipazione è stata organizzata da privati, con il festival latino. Bene l’idea del palco fisso in piazza della Vittoria, che però andrebbe utilizzato di più: soprattutto ad agosto ci sono stati molte serate senza spettacoli. In generale, credo ci sia stato un passo indietro sul piano qualitativo, pur in presenza di alcune cose belle. Il bilancio resta in chiaroscuro».
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