Nessun film italiano a Cannes, intanto già si guarda a Venezia
CINEMA Molte le novità nella programmazione del fine settimana
Lettura 1 min.Sono bastate poche settimane per vedere evaporato il sistema cinematografico italiano. A dispetto dell’affollamento di pellicole nostrane, l’annuncio dei titoli in concorso a Cannes ha di fatto sancito lo stato delle cose del cinema italiano. Nessun film di nostri registi è entrato nella selezione. Chissà se la Quinzaine o le altre sezioni laterali ne prenderanno qualcuno. Come ovvio c’è polemica e alzate di voce, seppur flebili, come gli appelli di qualche cineasta già in là con gli anni.
Vabbé però già si dice e, soprattutto, si guarda a Venezia. Già c’è il Lido, forse panacea di tutti i mali. Intanto la settimana cosa presenta in prima visione? Sì, perché tranne Drama – Un segreto è per sempre e una singola proiezione da ultimo spettacolo di SuperMario, i cartelloni hanno subito un rivolgimento totale.
Innanzitutto si segnala il ritorno alla regia, soprattutto di serie come Suburra e Citadel, del direttore della fotografia Arnaldo Catinari con Alla festa della rivoluzione, film che biografia l’impresa dannunziana di Fiume che in qualche modo aprì – a insaputa dello stesso Vate – le porte al primo Fascismo, quello spruzzato di fanatismo futurista.
Di diverso cenno è invece La donna più ricca del mondo (la regia è di Thierry Klifa) che addenta la cronaca con il cosiddetto “Affaire Bettencourt” in cui la ricca e celebre ereditiera della maison L’Oreal subì un’evidente manipolazione psicologica tanto da elargire numerose e ingenti somme a persone vicine al suo entourage. Si torna alla letteratura, alla politica e ai sentimenti, con Lo straniero di François Ozon, tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus che affascinò anche Luchino Visconti. Il bianco e nero del film si ispira evidentemente a quella lontana pellicola. In linea con la nouvelle vague francese, il Cinema Fanfulla, il 21 e il 22 aprile, programma il film che inventò la modernità: A bout de souffle di Jean–Luc Godard con Jean–Paul Belmondo e Jean Seberg.
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