Ritrovata la “Giapponese” di Tranquillo Cremona: ora è tornata a Codogno
Il collezionista Pietro Montani ha acquistato l’opera ad un’asta
Ritrovata la “Giapponese” di Tranquillo Cremona, sopraffino caposcuola della Scapigliatura: dato per disperso, quest’olio su tela è ora “tornato a casa” a Codogno, nella città dell’illustre pittore codognese Giorgio Belloni, che fu proprietario del dipinto e che questa stessa opera volle immortalare nello sfondo del suo celebre “Autoritratto nello studio” conservato proprio a Codogno alla raccolta d’arte “Carlo Lamberti”.
È una storia bellissima da raccontare quella che accende i riflettori su due pittori di straordinaria bravura come Tranquillo Cremona (Pavia, 1837 – Milano, 1878) e Giorgio Belloni (Codogno, 1861 – Mezzegra, 1944), tornati inaspettatamente - e felicemente - a intrecciare i destini di due loro opere. La prima: la “Giapponese” di Cremona datata intorno al 1864, opera che la monografia del pittore scritta nel 1992 da Rossana Bossaglia cataloga come appartenuta a Belloni e definita non più rintracciabile. “Ubicazione ignota”, si legge. La seconda: l’”Autoritratto nello studio” di Belloni, olio su tela del 1897 conservato in raccolta “Carlo Lamberti” a Codogno, ampio dipinto in cui l’artista si ritrae in piedi al centro del suo studio, l’interno completato da diversi oggetti a lui cari. Tra questi, sullo sfondo, proprio il dipinto “Giapponese”, raffigurato al contrario stante il fatto che l’autoritratto si esegue allo specchio.
A inizio luglio quest’opera è ricomparsa a sorpresa in un’asta a Milano. Grande appassionato d’arte e collezionista illuminato, il codognese Pietro Montani ne è venuto a conoscenza: «Mi si sono illuminati gli occhi. E ho subito pensato: questo dipinto deve tornare a Codogno», racconta Montani a cui, peraltro, già si deve proprio l’identificazione della “Giapponese” nel dipinto sullo sfondo dell’”Autoritratto” di Belloni. «Non si poteva rischiare di perdere nuovamente quest’opera di Cremona così legata a Codogno e a Giorgio Belloni - spiega Montani - . Da sempre sono un estimatore di quest’ultimo: acquistando la “Giapponese” mi è sembrato quasi di ricollocare idealmente nel possesso di Belloni un’opera che lo era effettivamente sempre stata. E a cui lui doveva essere particolarmente legato, tanto da averla voluta nel suo “Autoritratto”». Sulla vicenda arrivano anche le parole di plauso della curatrice della raccolta “Lamberti” Elena Lissoni: «Non posso che essere felice di questo ritrovamento importante – sottolinea -: è bello sapere che ci sono figure di collezionisti che hanno la sensibilità, la competenza e la capacità di dar corso a simili acquisizioni. Tranquillo Cremona fu un grande maestro, a lui si deve l’inizio della modernità nella pittura: un talento ottimamente studiato e compreso da Belloni e dallo stesso Carlo Lamberti, che di lui già possedeva opere importanti».
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