TEATRO Le mille facce di Filippo: il prof Caccamo in cattedra alla conquista delle Vigne

Da stasera e fino a domenica quattro date (con il tutto esaurito) per il comico nella “sua” Lodi

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Le nevrosi, i “tic”, le gioie (poche) e i dolori (qualcuno di più) degli insegnanti “disperati”. Sono sempre loro, i “prof”, i protagonisti del nuovo spettacolo di Filippo Caccamo, “Oro, incenso e raspa”, in scena da questa sera a domenica al Teatro alle Vigne di Lodi. Quattro date consecutive, tutte già “sold out”, che convoglieranno il pubblico sempre più ampio del comico lodigiano, reduce dalla fortunatissima prima parte del tour nazionale “Tel chì Filippo!”.

Verifiche e interrogazioni, gite, consigli di classe e infiniti (e irreali) collegi docenti online, burocrazia a go-go, lezioni su Meet, la lim che non funziona, il rapporto con la temibile segreteria e con i collaboratori scolastici: è questa l’ossatura dello spettacolo che attinge a piene mani dall’esperienza diretta del “prof” Filippo Caccamo.

I suoi primi fan sono proprio i docenti che lo seguono da tutta Italia e si rivedono negli sketch messi in scena, anche se per tutti è facilissimo immedesimarsi e riconoscersi nei personaggi di Filippo, o perché si hanno figli in età scolare o perché il pensiero di ciascuno, in un attimo, torna indietro agli anni trascorsi sui banchi.

Ma “Oro, incenso e raspa” esplora anche altri mondi: l’ultima parola del titolo è un chiaro riferimento alla “lodigianità”. «Cerco di portare ovunque il nome di Lodi: per questo il mio tour si chiama “Tel chì Filippo!”. Soffro sempre molto quando sento parlare male della mia città. Che invece è viva, vivissima». In Caccamo convivono personalità diverse: un professore di lettere, uno youtuber, un critico d’arte, un casalingo ai limiti della decenza. Il viaggio della vita non ha destinazione, ma una valigia carica di oro, incenso e l’immancabile raspa, tratto distintivo di una città, un modo di essere, un modo di vivere. «Prenderò il meglio del mio show, quindi non mancheranno i personaggi legati al mondo della scuola – aveva raccontato Filippo in una recente intervista al “Cittadino” -. Ma aggiungerò alcune parti nuove: “Oro, incenso e raspa” vuole essere anche un piccolo omaggio alla nostra città. Per questo, nel foyer, ci saranno anche banchetti dedicati a Adica (Associazione per la difesa del cane), una realtà che mi sta molto a cuore, e alla onlus Sara Angela Boffi – L’angelo dei bambini. A queste quattro date hanno contribuito anche diversi sponsor: significa che imprese e cultura possono convivere».

Dopo le quattro date lodigiane, il comico porterà di nuovo in scena “Tel chì Filippo!”, titolo che da giugno si trasformerà in “Non abbiamo tre mesi di ferie”: «È l’evoluzione di quello sugli insegnanti, ma si aggiungerà un altro tema forte, la precarietà. Parlerò di coloro che vogliono il posto fisso, o forse no: è un omaggio alla generazione dei trentenni».n

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