TEATRO Un’aula sul palcoscenico: alle Vigne a Lodi si apre il sipario sul festival delle scuole

Da lunedì a sabato la grande rassegna che coinvolge alunni e studenti degli istituti lodigiani

Alunni e studenti da lunedì non saranno più solo spettatori, ma anche protagonisti dei trenta spettacoli in programma al teatro alle Vigne a Lodi, dove prenderà il via la rassegna di Teatro Scuola. Il festival, che in questa 34esima edizione si intitola “Mai senza l’altro”, è una macchina organizzativa complessa che vede impegnati gli studenti che hanno frequentato i laboratori, i loro insegnanti, gli operatori teatrali e lo staff tecnico del teatro. Cominceranno i piccoli allievi della scuola primaria Pascoli, presenti in rassegna con 13 spettacoli, tra lunedì, mercoledì e giovedì: porteranno in scena il rapporto con la natura e con il mistero dell’universo, l’incontro con culture diverse, i diritti civili (con la figura di Martin Luther King).

Non manca il musical tra i generi sperimentati dai ragazzi: le scuole primarie Pascoli, Barzaghi e Don Gnocchi e la scuola media di San Martino in Strada ne proporranno ben cinque nel corso della settimana. I più piccoli di tutti (quelli della scuola dell’infanzia Cabrini) saranno impegnati in una favola in cui un buffo coniglio scopre la solidarietà grazie ai suoi amici animali.

Cinque gli istituti superiori di Lodi e del territorio: il Vegio porta in scena la parità di genere, la ricerca della felicità, la possibilità di cambiare il futuro, e presenta uno spettacolo in collaborazione con lo SFA/CSE di Casale; il Volta si esibisce con una band musicale, il Gandini-Verri gioca con un adattamento dal “Sogno di una notte di mezza estate”, mentre il Cesaris di Casalpusterlengo immagina un incontro con la diversità dei malati psichiatrici; il Piazza chiude la rassegna con due spettacoli in lingua inglese. Ai laboratori delle scuole si aggiungono quelli del CDD (Centro diurno disabili) “Il Melograno” e del CPA (Comunità psichiatrica) Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di San Colombano: due esperienze di teatro dell’anima, dove la diversità si misura con le straordinarie potenzialità del teatro come luogo di un altrove terapeutico.

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