Temptation island, quando i social decretano il successo di un programma
TELEKOMMANDO La rubrica di Fabio Francione
Lettura 1 min.Seconda puntata di Temptation Island e secondo intervento da questo piccolo spalto, osservatorio in certo qual modo privilegiato sul mondo dei media vecchi e nuovi. E il programma di Mediaset, trasmesso il mercoledì sera su canale 5, è un franco esempio di come la tv e i social e il web tout court trasversalmente s’incrocino e ne decretino il successo (o il flop – e non è questo il caso). Ciò indipendentemente dai contenuti che presenta di volta in volta. Tantomeno c’è da parte del format la volontà di evitare cadute che nel bene e nel male vanno a categorizzarsi nel trash. Le sbandate di rabbia, soprattutto del parterre dei ragazzi, fa da contrappeso alle lacrime delle ragazze. Commendevoli i primi ( provate a dire a che serve far volare gli arredi del villaggio o correre a perdifiato da una parte all’altra della spiaggia per gridare a chi e su cosa?), esagerate le seconde: d’altronde cosa aspettarsi da chi è lì per ricomporre o spezzare definitivamente le unioni di coppia? E i tentatori e le tentatrici che compito hanno, se non quello di far esplodere del tutto crisi già in atto? Resistenze se ne vedono poche, carezze e coccole molte.
L’autorialità del programma la si nota e in modo sfacciato proprio nell’ingenua (e quanto vera ed è lecito domandarselo) inconsapevolezza dei fidanzati. Qui, anzi lì, sociologie spicce direbbero tanto su cosa deve essere o non essere una relazione sana. Perché a dirne di tutti colori vi è la reciprocità delle accuse e mancanze, trasformate da un abile montaggio (e quanto è importante nel contesto parlato e musicato), nelle chiamate (finora inevase) al falò di confronto. Per l’appunto , la novità di quest’edizione, sta proprio nel non confronto delle parti in commedia (e non in causa). Perché, si sa che andar davanti l’uno all’altro potrebbe dire rientrare nel cono d’ombra dell’anonimato quotidiano da dove provengono le coppie. Cosa che nessuno vuole. Proprio nessuno. Altrimenti cosa si va a fare in tv?
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