Una istantanea di tutti i comuni per i 35 anni della Provincia di Lodi

IL REPORTAGE Il lavoro realizzato dai fotoamatori di Ludesan Life, rivista online del Gruppo Progetto Immagine

Un “mosaico” per immagini dei sessanta comuni che compongono la Provincia di Lodi, tutti immortalati nello stesso giorno. L’ente con sede a Palazzo San Cristoforo in via Fanfulla – istituzionalizzato il 6 marzo 1992 – festeggerà i suoi primi 35 anni nel 2027: un evento che verrà celebrato anche con il contributo del Gruppo fotografico Progetto Immagine che ha già avviato un’indagine fotografica su persone, vicende, realtà associative e produttive, caratteristiche sociali e ambientali di ognuna delle 60 comunità locali.

I vari reportage realizzati verranno poi pubblicati su “Ludesan Life”, la rivista di fotogiornalismo online dedicata al Lodigiano. La seconda fase del progetto si terrà il prossimo 6 marzo, giorno in cui tutti e trenta i fotografi impegnati nell’indagine scatteranno contemporaneamente immagini dei vari comuni: «Non ci interessano i monumenti o le bellezze naturali – spiega Aldo Mendichi, responsabile del progetto -. Vogliamo foto che raccontino soprattutto storie o situazioni, realtà che rendono peculiari le varie comunità. Le immagini andranno quindi a comporre una mostra, in programma nel 2027, sempre il 6 marzo, e che presumo si terrà nella sede della Provincia. Abbiamo deciso di scattarle in contemporanea in modo da avere uno spaccato della nostra Provincia nello stesso momento».

Ogni comune, inoltre, diventerà a sua volta una sede espositiva a cielo aperto: «In tutti i paesi e città presenteremo immagini dedicate al luogo – continua Mendichi -. Ma le foto non saranno incorniciate in una mostra: verranno affisse in giro, in luoghi di passaggio indicati dalle amministrazioni. L’obiettivo è quello di mostrale a un pubblico più ampio possibile».

Al lavoro partecipano trenta fotografi del Gruppo Progetto Immagine. Ognuno ha il compito di immortalare due comuni attigui (per esempio Lodi e Montanaso). «Abbiamo associato luoghi e fotografi attraverso un sorteggio, con un unico vincolo: nessuno può scattare nel suo comune di residenza o dove lavora. Questo per favorire lo “stupore” e far sì che il comune fotografato venga visto con occhi nuovi. Il progetto è iniziato la scorsa estate: ogni fotografo ha presentato una lettera, formata anche dal presidente della Provincia, per incontrare il sindaco del comune a lui assegnato. Questo per favorire l’incontro e avere suggerimenti sulle attività peculiari del luogo, diventato poi oggetto della ricerca fotografica, e stabilire contatti, basati sulla fiducia, con le persone protagoniste delle storie».

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