Viaggio nel museo dei combattenti e reduci, trovata anche la scheda di Giuseppe Novello
CODOGNO Preziosi materiali scovati negli scantinati della sede di via Cavallotti e sottratti al macero
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Anche la scheda del pittore e illustratore Giuseppe Novello tra le 1500 dei soci dell’Associazione nazionale combattenti e reduci di Codogno iscritti negli anni Venti, Trenta, Quaranta e Cinquanta, scovate negli scantinati della sede in via Cavallotti e sottratte al macero. Un lavoro certosino portato avanti dal presidente Roberto Bescapè e due aiutanti, la storica Elisa Frontori e Matteo Dragoni, addetto alla informatizzazione del materiale. Il ritrovamento rientra in un progetto di ricerca dei soci ex combattenti della Grande guerra, della guerra d’Africa e della Seconda guerra mondiale. Un pozzo di storie spesso dimenticate, che riscrive il contributo dei codognesi nei conflitti che hanno segnato il secolo breve. «Le schede di iscrizione come associati contenevano tanti dati interessanti, a parte quelli anagrafici – spiega Bescapè -. I mestieri che facevano, la religione, negli anni Trenta persino la “razza” indicata come “ariana”.
E poi tutti i fronti e le guerre dove avevano combattuto». Spulciando in questa mole di informazioni, l’associazione ha fatto delle scoperte sorprendenti: «Tre codognesi avevano partecipato alla guerra di Spagna a fianco del generale Franco. Erano “camicie nere” di Codogno – prosegue il presidente -. E tra i ragazzi richiamati dopo la disfatta di Caporetto a combattere, c’erano anche quelli del 1900 tra cui Enrico Corio, il nonno dell’attuale fiorista. Così come credevamo che i codognesi che avevano partecipato alla guerra d’Africa fossero pochi e invece abbiamo 70-80 schede. Poi abbiamo fatto degli elenchi di quelli che hanno partecipato alla campagna di Russia e delle decine di Imi, gli Internati militari italiani di Codogno deportati nei lager in Polonia e Germania dopo l’8 settembre 1943». Lo stesso Novello, ma è cosa nota, il 9 settembre 1943 venne fatto prigioniero a Fortezza e il giorno dopo deportato nel lager per ufficiali italiani di Częstochowa. Quindi trasferito nei campi di Benjaminowo, Sandbostel, e da ultimo Wietzendorf, dove condivise la prigionia con Giovannino Guareschi, Roberto Rebora, Enzo Paci, Giuseppe Lazzati e Alessandro Natta, rifiutandosi di aderire alla Repubblica di Salò. Il lavoro di memoria dei “Combattenti” è anche rivolto alla ricerca delle lettere dei soldati dal fronte. E per rendere vivida la durezza della trincea, a settembre ne sarà riprodotta una sotto l’androne della sede. Così i visitatori, e gli studenti in primis, potranno capire veramente cosa fosse.
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