Addio alla Dossenina, osteria senza tempo: cambiare nome sarebbe una enorme gaffe

Nuova intitolazione per lo storico e malandato stadio, il commento di Andrea Maietti

Qualche anno fa uscìva un mio libello dal titolo “Osteria Dossenina”. Così Massimo Raffaeli, critico letterario del «Manifesto», nella sua prefazione: “Che la Dossenina non sia un’osteria, bensì il campo dove gioca il Fanfulla, costituisce di per sé una dichiarazione d’amore e insieme un attestato di fedeltà. L’amore dei luoghi e la fedeltà agli affetti sono elementi distintivi di un modo di sentire la vita, di serbarne la traccia e il ricordo come fossero il bene assoluto: il quale è un modo di resistere al tempo deviandone il flusso nel continuo esorcismo della memoria, dove il qui e l’altrove, il prima e il dopo, i vivi e i morti, si manifestano e si richiamano (redivivi, alla lettera). E mai nominati invano. La Dossenina somiglia dunque a un’osteria perché la partita che vi si sta giocando si muta in qualcosa di altro e di molto più importante: vale a dire in un banco di prova del vivere, in un teatro d’ombre, nello spazio in cui la stessa polis prende direttamente la parola assumendo la funzione dell’antico coro”.

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