Adeguare il vocabolario per non cambiare la realtà

Il bidello è diventato un burocratico “collaboratore scolastico”....e tanti altri casi. Perché migliorare un lavoro costa, cambiargli nome no

Lettura 2 min.

Un tempo c’era il bidello, figura “mitologica” che apriva i cancelli della scuola, custodiva i segreti della classe e tirava a lucido i pavimenti. Oggi lo abbiamo ribattezzato “collaboratore scolastico” ed è stressato come i prof, soffocato dalle troppe incombenze burocratiche e con poco tempo da dedicare ai suoi studenti. Persino l’esame più temuto dai diciottenni, che quest’anno coinvolgerà oltre 500mila studenti in tutta Italia, è in una fase di “ebollizione”, nel mezzo di un’identità sospesa tra la storica “Maturità” e il più burocratico “Esame di Stato”. E quando il maturando quest’anno dovrà affrontare “raccordi” invece di “collegamenti” al colloquio orale, la sua ansia probabilmente rimarrà la stessa, mentre sarà tutto da dimostrare che il nuovo indicatore possa migliorare la qualità del suo ragionamento per tenere assieme materie distanti limitando “voli pindarici” e trovate fantasiose. Naturalmente, l’ambito scolastico è solo uno dei tanti in cui si esercita questa tendenza a modificare le denominazioni. Lo spazzino, per esempio, che con la sua scopa combatteva efficacemente l’incuria anche negli angoli più nascosti delle strade secondarie, è diventato “Operatore ecologico” dotato di macchine spazzatrici moderne, ma la pulizia delle strade, a volte, lascia alquanto a desiderare. Il Capostazione è stato promosso “Dirigente di movimento”, ma i pendolari non si sono accorti di alcun miglioramento e i treni, oltre a viaggiare spesso in ritardo, sono diventati anche luoghi poco sicuri. Il benzinaio è diventato “Addetto al rifornimento”, ma nessuno se ne cura perché ormai fantasma introvabile, sostituito dal self service.

© RIPRODUZIONE RISERVATA