Bloody Sunday: il giorno che cambiò l’Irlanda

Il Bloody Sunday rimane un monito sulla pericolosità dell’intransigenza e della violenza come strumenti politici, ma anche sulla resilienza di chi, nonostante sia oppresso, continua a lottare pacificamente per i propri diritti

Lodi

Il 30 gennaio 1972 si verificò la Domenica di Sangue - Bloody Sunday - uno spartiacque nella tormentata storia dell’Irlanda del Nord. Quel giorno, nella cittadina di Derry, una manifestazione pacifica per i diritti civili si trasformò in una carneficina: quattordici persone, molte delle quali giovani studenti di appena diciassette anni, caddero sotto i colpi dell’esercito britannico.Per comprendere la portata del massacro di Derry occorre risalire alle profonde divisioni che attraversavano l’Irlanda del Nord dalla sua costituzione nel 1921. La regione era teatro di uno scontro che opponeva la maggioranza cattolica nazionalista, favorevole all’unificazione con la Repubblica d’Irlanda, alla minoranza protestante unionista, determinata a preservare il legame con il Regno Unito.

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