Consumo di suolo, per il Lodigiano un altro anno difficile

Editoriale L’Ispra ancora una volta ci sbatte in faccia i dati nudi e crudi. E oltre al cemento avanza il fotovoltaico nei campi

Lodi

L’Ispra, Istituto superiore per la protezione dell’ambiente, ha diffuso in settimana il rapporto 2024 sul consumo di suolo in Italia, che fotografa la situazione del 2023 rispetto al 2022. Si tratta di un documento utilissimo a quanti si interessano di ambiente e di difesa del suolo ma dobbiamo ammettere che, per noi lodigiani, è spesso fonte di amarezza, perché i dati dimostrano nella loro crudezza che il cemento anno dopo anno si sta mangiando ampie porzioni della nostra campagna e sta modificando il paesaggio in maniera temo irreversibile. Non appena ricevuto il rapporto 2024, in redazione abbiamo fatto un piccolo sforzo di analisi e lo abbiamo confrontato al rapporto del 2006, il primo disponibile. Con un certo grado di consapevole delusione abbiamo scoperto che tra il 2006 e il 2023 in provincia di Lodi la superficie cementificata è aumentata di 646,41 ettari, passando da complessivi 9.036,59 ettari (l’11,53 per cento della superficie totale del territorio) a complessivi 9.683 ettari (il 12,36 per cento della superficie totale del territorio). Volendo dare uno strumento di paragone, è come se fossero stati cementificati 900 campi di calcio.

È un quadro che non esito a definire desolante, soprattutto perché ancora facciamo fatica a coniugare sviluppo e tutela dell’ambiente. Siamo pieni zeppi di aree dismesse eppure continuiamo a sviluppare nuovi insediamenti su terreno vergine, che qualcuno evidentemente ha venduto ai costruttori, salvo magari poi lagnarsi perché il cemento sta cambiando il nostro territorio e dove un tempo c’erano le rogge con filari alberati oggi è tutta una distesa grigia

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