Dai Giochi Nordici alle Olimpiadi Invernali

Quando Pierre de Coubertin rilanciò i Giochi Olimpici nel 1896, la neve era ancora lontana dalla sua visione mediterranea dello sport. Eppure, già all’alba del Novecento, gli sport invernali bussarono alla porta del movimento olimpico, innescando un dibattito culturale che ha contribuito a plasmare l’attuale identità delle Olimpiadi bianche.La nascita dei Giochi Olimpici Invernali non fu affatto scontata. Le nazioni scandinave, custodi di una tradizione secolare degli sport sulla neve, erano inizialmente restie all’ipotesi di integrare le loro discipline nel circolo olimpico. Dal 1901 esistevano già i “Giochi Nordici” - una competizione che ogni quattro anni radunava in Svezia atleti di sci di fondo, salto, pattinaggio di velocità e combinata nordica. Per norvegesi, svedesi e finlandesi, quegli sport non erano semplici competizioni: rappresentavano l’essenza della loro identità, forgiata nei lunghi inverni artici, laddove sciare non era un lusso, ma stretta necessità. Lo scontro era ideologico prima che sportivo. I nordici temevano che l’universalismo olimpico snaturasse l’identità delle loro discipline, andando incontro a nazioni poco avvezze a misurarsi sulla neve. Il Cio, dal canto suo, voleva promuovere gli sport invernali come efficace strumento di fratellanza e internazionalismo. Il compromesso arrivò nel 1924 a Chamonix: una settimana di sport sulla neve che conquistò 258 atleti da 16 nazioni. Questa manifestazione venne poi riconosciuta come la prima edizione dei Giochi Olimpici Invernali. I paesi scandinavi, pur partecipando, mantennero attivi i Giochi Nordici fino al 1926. Le Olimpiadi invernali aggiunsero una dimensione ulteriore a quelle estive: il rapporto primordiale tra uomo e natura, nella sua accezione più ostile. A tal proposito, il Cio non ha mai mancato di sottolineare come gli sport invernali incarnino valori specifici – il coraggio di sfidare montagne e ghiacci, la resilienza di fronte al freddo, la capacità di esprimere le proprie capacità in ambienti estremi.

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