La crescita dell’estrema destra nei Paesi democratici

Di Stefano De Martis

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Il diffondersi e affermarsi di forze politiche di estrema destra è un fenomeno che sta mettendo in crisi i Paesi democratici non solo europei. Basti pensare a quanto sta avvenendo negli Stati Uniti, che hanno appena festeggiato i 250 anni della Dichiarazione d’indipendenza. È il fatto che siano investite le Nazioni di più consolidata tradizione democratica a rendere particolarmente insidioso il fenomeno. La Vecchia Europa (e purtroppo l’aggettivo è almeno demograficamente pertinente) è stata finora un baluardo contro le derive autocratiche che altrove hanno già prodotto danni istituzionali, erodendo quei valori che dopo la tragedia immane della guerra e il crollo delle dittature degli anni Venti e Trenta avevano offerto una base alla ricostruzione economica e civile di cui anche l’Italia ha beneficiato. La questione di fondo è proprio quella dei valori. La dinamica politica degli ultimi decenni ha presentato situazioni in cui di volta in volta il baricentro si è collocato a destra o a sinistra, senza che questo abbia alterato in radice il “gioco” democratico perché, nonostante profonde divisioni e scontri talora molto aspri, ha tenuto il comune riferimento ai valori confluiti nella Costituzione.

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