L’allerta per la sicurezza e il ruolo dei Comuni

Lettura 1 min.

Lodi

Sul giornale di oggi (sabato) ospitiamo un’intervista all’onorevole Lorenzo Guerini (Partito democratico) che sulla sicurezza parla in maniera chiara. Una posizione che può apparire addirittura eretica rispetto a una parte del suo stesso partito (ma non sarebbe la prima volta), certamente lontana dalle idee di alcuni dei componenti del cosiddetto campo largo.

Lo scorso giovedì invece abbiamo pubblicato un’intervista all’onorevole Fabio Raimondo (Fratelli d’Italia), che ha rivendicato l’impegno del centrodestra. C’è chi osserva che dal Governo Meloni ci si sarebbe tuttavia aspettati risultati ben più consistenti rispetto alla lotta alla criminalità, in particolare i reati contro il patrimonio e la microcriminalità, che sono i problemi che maggiormente affliggono e preoccupano il cittadino comune, anche nel Lodigiano e nel Sudmilano. E poco conta guardare a chi ha governato in passato, visto che l’attuale esecutivo è avviato a fine legislatura e dunque tempo per imprimere la propria linea ne ha avuto.

Negli scorsi giorni, poi, abbiamo dato voce ai sindaci di Casalpusterlengo e di Cavenago d’Adda, che hanno denunciato come le stazioni dei carabinieri situate nei loro comuni abbiano un numero di militari esiguo, non sufficiente. E ancora, il governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana (Lega) ha criticato il Governo (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) per aver inviato troppi pochi agenti della polizia di Stato in Lombardia. È intervenuto anche l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi (Lega) che ha evidenziato un problema di sicurezza sui nostri territori. E il Siulp, uno dei sindacati della polizia di Stato, ha evidenziato come alla Questura di Lodi i nuovi innesti servano giusto a coprire i pensionamenti. Dunque nessun reale rafforzamento.

Fin qui la cronaca di quanto avvenuto. C’è però un altro lato della medaglia, che riguarda gli amministratori pubblici, i sindaci e le giunte.

© RIPRODUZIONE RISERVATA