Scuola di San Donato distrutta dai vandali, serve una seria riflessione
Il commento di Marco Ostoni
Lettura 2 min.L’episodio più eclatante, ma purtroppo soltanto l’ultimo di una lunga serie in tutto il Sudmilano, si è verificato qualche giorno fa in una scuola media di San Donato, dove ignoti teppisti hanno letteralmente distrutto aule e arredi, impedendo per ben due giorni al plesso di funzionare regolarmente. La vicenda ha avuto un’importante eco mediatica; l’amministrazione comunale e la dirigenza scolastica si sono mosse di comune accordo per ripristinare la funzionalità della scuola, cogliendo l’occasione anche per rivolgersi alle famiglie e alla comunità tutta, auspicando un’alleanza educativa più salda diretta a evitare che simili episodi tornino a verificarsi. E proprio quest’ultimo aspetto è quello su cui è bene soffermarsi, provando a riflettere a fondo e a più livelli, da un lato per capire “a monte” le ragioni del disagio che spinge delle persone – quasi certamente giovanissimi – a scagliarsi con violenza gratuita contro il patrimonio comune e, in particolare, contro una scuola; dall’altro per mettere in atto contromisure “a valle” in grado di riportare gradualmente la situazione sotto controllo, non limitandosi ad azioni repressive, pur importanti, per sradicare questi atti violenti.
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