I piccoli Scout di Sant’Angelo trovano reperti archeologici sull’Appennino
La storia Il loro “cambusiere” è un esperto e ha avvisato la Soprintendenza: sono ceramiche di secoli fa
Lettura 1 min.Sant’Angelo Lodigiano
Dalla terra, mentre giocano, spuntano alcuni frammenti di antica ceramica invetriata, i piccoli scout di Sant’Angelo “archeologi per caso”. Quest’estate, durante il periodo di vacanza sull’Appennino modenese a Montecreto, alcuni lupetti del gruppo scout Agesci Sant’Angelo 1, di età tra gli 8 e gli 11 anni, sono stati protagonisti di un rinvenimento archeologico. I pezzi ritrovati sono stati formalmente consegnati ieri al Museo della Comunità di Montecreto.
Il ritrovamento è avvenuto il 9 agosto, nel cortile ai piedi del campanile della chiesa di San Giovanni Battista, che poi è la vecchia torre medievale del Castello di Montecreto, risalente al XIII secolo. Alcuni lupetti, Martino, Dario e Alessio, stavano giocando quando hanno notato sbucare dalla terra, piuttosto in superficie, un sasso particolare. Lo hanno quindi estratto e ripulito, e lo hanno poi portato al loro cambusiere, Fabio Luciano Cocomazzi. Residente a Casalmaiocco fino a poche settimane fa, è archeologo, e con la sua società Aiko Archeologia è impegnato in diversi campi di scavo in tutta Lombardia, e anche nel Lodigiano. Quali occhi migliori per osservare quei ciotoli colorati? Si trattava di frammenti, una ventina in totale, di ceramica invetriata arcaica e rinascimentale, databile tra il XIV e il XVII secolo, più probabilmente XVI e XVII secolo.
«Quando abbiamo capito che cosa avevamo di fronte, abbiamo contattato la Soprintendenza Archeologia, belle Arti e Paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, che ci ha chiesto di evitare altri scavi o ricerche e di conservare i frammenti in attesa di un sopralluogo – spiega Fabio Luciano Cocomazzi -. Quelli recuperati sono 18 piccoli frammenti, parti di vasellame tra cui sono riconoscibili due ciotole, un piatto, una bocchetta e due frammenti di testo, lo strumento in terracotta che si usava come stampo per le tigelle modenesi, molto diffuso a Montecreto».
Per i lupetti piccoli archeologi la vacanza è poi finita e c’è stato il rientro a casa, mentre la storia di quei frammenti è proseguita tra burocrazia e ricerche, fino a ieri, quando lo stesso Cocomazzi li ha consegnati, presente una funzionaria della Soprintendenza per Modena, al Museo di Montecreto. Finiranno esposte nelle teche, accanto ad altre ceramiche rinvenute in zona.
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