«Ciao “Viale!”, sarai sempre luogo con dei ricordi bellissimi»

La lettera di Marco De Vecchi

Lettura meno di un minuto.

Ciao “Viale”! Sarai sempre un luogo con dei ricordi bellissimi: oltre ai 1000 film, naturalmente, ho ancora viva l’emozione per quel concerto in onore dei Cavalieri di Vittorio Veneto tenutosi se non sbaglio nel 1968. Facevo parte del coro diretto dal Maestro Merlini e, dal palco, vedevo un pienone di “giovani vecchietti” che sventolavano bandiere, labari e gagliardetti, orgogliosi del premio che si stava loro assegnando. Il loro gioioso brusio era ben vivo, ma ecco che la banda attacca le prime note de “il Piave”: in sala cala il silenzio e poi tutti quanti i presenti, all’unisono, si sono alzati in piedi commossi presentando impettiti i loro vessilli, tenuti alti con onore. Mamma mia che emozione! E questo gesto, per me giovane ventenne, è stata una fucilata nello stomaco perché mi ha fatto capire cos’é il cameratismo, l’aver fatto la guerra, di aver patito la vita di trincea, di aver perso tanti compagni, cosa su cui ovviamente non mi ero mai soffermato a considerare. Non so come quel giorno ho cantato, ma devo ringraziare tutti quei “giovani vecchietti” prima di tutto per il loro storico sacrificio ma anche per avermi insegnato cos’è l’amicizia per chi ha passato momenti brutti, stando fianco a fianco nelle peggiori condizioni immaginabili. E grazie anche a te “Viale” per aver permesso che qualche autorità consegnasse, lì da te, un meritato riconoscimento a chi se l’è guadagnato abbondantemente (cosa non del tutto scontata, anche ai nostri giorni).

© RIPRODUZIONE RISERVATA