MONTANASO «Un laghetto coperto da pannelli solari: la difesa dell’ambiente è una cosa seria?»
La lettera di Osvaldo Folli
Lettura 1 min.La difesa dell’ambiente è una cosa seria? È chiaramente una domanda pleonastica che contiene in sé già la risposta. Chi pensava che l’idea di coprire il laghetto del Belgiardino (l’ex Cava nel comune di Montanaso Lombardo creatosi nei decenni per via del prelievo di ghiaia e sabbia) con 18mila pannelli fotovoltaici fissati su piattaforme galleggianti fosse solo una battuta deve purtroppo ricredersi. Le ultime notizie riportate recentemente dal “Cittadino” ci dicono che la Società Sonnedix San Felice Srl, che ha presentato richiesta di autorizzazione a procedere nel progetto, insiste per la sua realizzazione nonostante i primi pareri negativi della Sovrintendenza e della provincia di Lodi.
La società proponente sostiene che la tecnologia proposta andrebbe nella direzione giusta perché in questo modo si eviterebbe consumo di suolo e non si sprecherebbe terreno fertile. Ma al consumo dell’acqua, nel senso che si priva la gente della vista e godimento di un bene comune, nessuno ci pensa? E poi, quanti spazi sono sprecati da aziende chiuse e capannoni abbandonati con tetti disponibili per i pannelli fotovoltaici?
Di là di norme e cavilli burocratici, sulla questione climatica e sulla difesa dell’ambiente c’è ancora molta gente che non ha capito, o finge di non comprendere, che a pagare il conto siamo tutti noi, ovvero, per essere ancora più precisi, le generazioni che seguiranno e abiteranno questo benedetto pianeta. Percorro con una certa frequenza la strada che da Lodi porta a Montanaso prospicente il laghetto. Un tragitto particolarmente piacevole e rilassante da fare soprattutto in bicicletta. Ebbene, nelle scorse giornate, con il vento che ha spazzato via lo smog e sanato la grama aria che respiriamo abitualmente, il laghetto immerso nel parco del Belgiardino, con l’acqua blu zaffiro e sullo sfondo le Alpi Bergamasche coperte di neve, mi ha riempito gli occhi e il corpo di un benessere impagabile. Sarebbe bello se anche le nuove generazioni potessero godere di queste bellezze. Magari riesumando un vecchio progetto che la sezione di Lodi della Lega Navale, all’inizio del nuovo millennio, stava portando avanti in collaborazione con Comune e Provincia per attrezzare un piccolo centro nautico proprio lungo le sponde del laghetto, circondato dal bosco. Una cosa rara e preziosa che oggi avrebbe fatto la differenza per incrementare il settore turistico leggero nella nostra città e nel territorio circostante. Peccato che se ne siano perse le tracce.
Osvaldo Folli
Lodi
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