OSPEDALE LODI «Grati e orgogliosi
per il Pronto soccorso»
La lettera di Michela Sfondrini
Lettura 1 min.Dieci ore e cinquanta minuti in Pronto Soccorso, a Lodi, venerdì, dall’ora di pranzo alla notte ed esserne profondamente grata. Dieci ore e cinquanta minuti che non sono volate, dalle quali sono uscita, in veste di accompagnatrice di una persona molto cara, decisamente provata ma con il desiderio di esprimere la consapevolezza di quanto sia prezioso ciò che, spesso, diamo per scontato, ciò che, qualche volta, funziona poco o non funziona, ma che ha immenso valore e che, quando funziona, ci restituisce il senso e l’importanza della titolarità di un diritto la cui esigibilità ci cambia la vita, letteralmente. Non tutto è stato perfetto ma in quelle dieci ore e cinquanta minuti tutto il personale sanitario avvicendatosi nei turni, al proprio posto, senza smancerie ma con gentilezza, senza fermarsi un attimo e con attenzione ha fatto la sua parte per far funzionare una “macchina” la cui complessità non credo sia del tutto spiegabile, certamente non da me.
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