A Lodi vandalizzata la targa in memoria di Norma Cossetto. Il sindaco Furegato: «Un fatto grave». Mobilitata la polizia locale
FOIBE Due scritte aggiunte con dei pezzi di carta. Maggi: «Vandalismo toponomastico vergognoso»
Aggiornamento ore 16.30 - «Un fatto grave che trova la piena disapprovazione e lo sdegno dell’amministrazione comunale». Così interviene il sindaco di Lodi, Andrea Furegato, in merito al vandalismo alla targa al parco intitolato a Norma Cossetto. Mobilitata dall’amministrazione anche la polizia locale per il ripristino e l’individuazione di eventuali responsabilità, intorno alle 16 già non c’era più traccia delle scritte. Il primo cittadino spiega di aver appreso «con amarezza che sono state affisse scritte revisioniste sul cartello che intitola il parco di via Grandi a Norma Cossetto». «I crimini commessi dal Fascismo - continua il primo cittadino - non possono cancellare il dramma subito dalla popolazione di lingua italiana presso il confine orientale, in particolare da gruppi che facevano riferimento al regime titino. Si tratta di tragedie che sono parte integrante della nostra vicenda nazionale e che hanno coinvolto tante vittime innocenti proprio come Norma Cossetto». «Lodi - è la conclusione del sindaco Furegato - è una città che riconosce le atrocità compiute contro il popolo italiano come contro tutti i popoli. Merita un dibattito franco, animato come è giusto che sia da valori diversi, ma senza scorrettezze o atti di revisionismo come quello avvenuto con il deturpamento della targa».
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Due scritte aggiunte, su un pezzo di carte appiccicato con lo scotch. Sotto il nome, Norma Cossetto, si legge “già parchetto Lepa Radic, partigiana e antifascista uccisa per impiccagione dai fascisti l’8 febbraio 1943” e “fascista, emblema del revisionismo neofascista”. Vandalizzata a Lodi la targa dedicata a Norma Cossetto, posizionata nel parco di via Grandi intitolato, dal febbraio 2022, alla giovane studentessa istriana, vittima delle foibe, ed emblema della tragedia vissuta dagli italiani e da tutti i perseguitati istriani, fiumani e dalmati nel dopoguerra.
La segnalazione è del consigliere comunale Lorenzo Maggi (Il Broletto con Maggi), che parla di «vandalismo toponomastico vergognoso, che è questo sì, revisionismo storico». «Un atto che dimostra tante cose, in primis come ci sia ancora fastidio nei confronti del riconoscimento dei crimini commessi dal regime comunista di Tito e della tragedia delle foibe - ha aggiunto Maggi -, ma che lede anche la memoria di una giovane donna che non aveva alcuna colpa, se non quella di essere figlia di un fascista e che è stata torturata, violentata e buttata in una foibe e diventata simbolo di questa storia. Sono orgoglioso di aver proposto, con il mio gruppo, l’intitolazione a Norma Cossetto del parco di via Grandi e alla polizia locale chiedo un intervento immediato per il ripristino della targa e anche per rintracciare gli eventuali responsabili tramite le telecamere».
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