Aipo vuole liberare l’Adda dai resti della passerella crollata
MACCASTORNA Richiesta a Province e Pm: «Pericolo piene»
Pronto il piano Aipo per rimuovere le parti della ciclovia VenTo crollate in Adda durante i lavori di costruzione della struttura pensile sul ponte tra Maccastorna e Crotta d’Adda. A quasi un mese dal primo crollo, avvenuto lo scorso 13 febbraio e a cui ne sono seguiti altri tre, Aipo ha trasmesso alle Procure della Repubblica di Lodi e Cremona, e per conoscenza alle rispettive Province, la richiesta urgente di autorizzazione all’accesso alle aree poste sotto sequestro per provvedere quanto prima alla rimozione di strutture e detriti che ostruiscono il regolare deflusso delle acque. Le campate crollate nel fiume, infatti, generano un pericolo di natura idraulica. E la stagione di piene e disgelo primaverili preoccupa.
«L’esigenza prioritaria è di rimuovere le parti di passerella crollate in acqua, ripristinando adeguate condizioni di sicurezza del tratto di fiume interessato, anche nella possibile prospettiva di un aumento di portata, considerato l’approssimarsi della stagione primaverile. Siamo anche in attesa di apprendere come Aipo intenda poi ripristinare l’infrastruttura crollata, che ha un significato importante nell’ambito della realizzazione della ciclovia VenTo, opera di grande interesse per il nostro territorio» dichiara il presidente della Provincia di Lodi e sindaco di Maccastorna, Fabrizio Santantonio.
Il piano presentato da Aipo, elaborato dall’impresa Appalti e Servizi Srl, ha già ottenuto il parere positivo della direzione lavori e prevede l’intervento di un’autogru da posizionare in golena, partendo dalla sponda sinistra, quindi in territorio di Cremona, per poi passare a quella destra, in territorio di Lodi. Le operazioni dovrebbero durare 3 giorni, senza necessità di interrompere il traffico sul ponte e sulla provinciale 196. I materiali rimossi verrebbero stoccati in apposite aree sulle due sponde, anch’esse da porre sotto sequestro per consentire gli accertamenti sui materiali nell’ambito del procedimento penale avviato per ricostruire le cause dei crolli.Intanto la Procura avrebbe nominato due consulenti tecnici per gli accertamenti delle cause di quanto accaduto.
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