Allagamenti, imbrattamenti e luci assenti: la situazione dei sottopassi a Lodi

La “mappa” degli interventi da fare nei tunnel urbani

Lodi

Non solo quello di via dall’Oro, a cui comunque ora si sta mettendo mano: tra i sottopassi o tunnel dislocati in città, ce ne sono altri che necessiterebbero di un po’ di manutenzione, non fosse altro per risolvere alcuni problemi di infiltrazione di acqua piovana che qua e là si fanno vivi ad ogni, o quasi, rovescio meteorologico. È il caso, ad esempio, di quello che collega i quartieri Fanfani e San Fereolo, tra via Lodivecchio e via San Fereolo, tipicamente usato dai podisti per raggiungere in corsa il verde polmone del Pulignano. Ebbene, il tunnel si presenta come era sino a poco tempo fa quello di via dall’Oro - viale Pavia, ma in dimensioni ridotte. Anche qui servirebbe un bel restyling: chi vi passa può facilmente notare muri imbrattati e sgretolati, ragnatele che pendono dal soffitto, qualche goccia di pioggia che si è infiltrata tra le pareti.

Nota positiva il fatto che le telecamere posizionate all’ingresso e alla fine di questo tunnel ipogeo, che permette a pedoni e ciclisti di passare sotto i binari del treno, sono state da qualche tempo sostituite, visto che quelle che c’erano prima, non più tardi di un anno fa, erano state rotte, e i fili penzolavano pericolosamente ad altezza uomo. Poco più avanti, sempre in direzione Pulignano, c’è un altro sottopassaggio che necessiterebbe di qualche piccolo ritocco. È quello che da una traversa di via del Sandone porta verso cascina Gissara: il passaggio non è pavimentato, si tratta di terra battuta, che diventa un pantano ogni volta che piove. I residenti della zona che passano di qui si accontenterebbero anche solo di una piccola colata di cemento, o per lo meno di una lampadina che emetta un filo di luce, cosa che a oggi manca.

In questo contesto, da segnalare anche il sottopasso tra via Piermarini e via Zalli, in zona Bassiana, tunnel che per la sua conformazione, ogni volta che si verificano piogge consistenti, tende ad allagarsi, diventando quindi impraticabile per i numerosi pedoni e ciclisti, tra cui anche studenti, che lo utilizzano quotidianamente per spostarsi comodamente da una parte all’altra della città.

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