Alle Fanfani una famiglia “salva-piante”: da un mese si occupa dell’aiuola sotto casa

LA STORIA Missione civica per i Pellegrini, che però adesso vanno in vacanza: «Speriamo qualcuno si faccia avanti al posto nostro»

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Da un mese, ogni giorno, scendono in strada armati di acqua per salvare tre giovani alberelli dalla morsa dell’afa. È la missione civica della famiglia Pellegrini - papà Riccardo, mamma Nicoletta e i gemelli dodicenni Mattia e Samuele - in via Ada Negri, nel cuore del quartiere Fanfani. Ora, però, è tempo di preparare le valigie per le ferie e lanciano un appello al vicinato: «Speriamo che qualcuno si faccia avanti nelle prossime due settimane per farlo al posto nostro».
La storia dell’aiuola davanti ai civici 12 e 14 è travagliata. «Siamo già alla terza piantumazione - racconta Nicoletta -. L’amministrazione Furegato ha messo a dimora le prime piantine, ma sono morte, e il secondo anno hanno subìto lo stesso destino. Quest’anno ne è resistita una della passata stagione e ne hanno aggiunte tre nuove. Mio marito fa l’orto, ha il pollice verde: ci siamo detti che non potevano morire ancora. Così da un mese scendiamo con i gemelli a bagnarle». Un gesto silenzioso che ora cerca eredi. «Sappiamo che ci guardano dalle finestre. Magari pensano “chissà cosa fanno questi” - sorride Nicoletta - , ma noi speriamo davvero che il nostro esempio contagi qualcuno e che si facciano avanti per sostituirci finché siamo via». L’iniziativa della famiglia si inserisce in un quadro di allarme rosso per il verde di Lodi. Settimane fa, in viale Rimembranze, altri residenti erano scesi con le taniche in soccorso dello storico filare. Le segnalazioni di piante in forte sofferenza si moltiplicano da Campo di Marte a via Montale (dove è stato allestito un nuovo punto d’acqua), fino all’Isolabella e al parcheggio dell’ospedale in via Massena. Il Comune, pur garantendo regolari bagnature, parla di una criticità “sistemica”: il clima torrido genera uno stress multiforme che spiana la strada ai parassiti. E se per i nuovi alberi vale la sostituzione garantita per tre anni a carico delle ditte, ci sono anche i cittadini a tenere in vita le radici della città.

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