All’oasi verde del Belgiardino rami a terra e docce fuori servizio

LODI Sono ancora evidenti nel parco i segni del disastro causato dalla tempesta dello scorso 17 luglio

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Le tracce della devastazione al patrimonio verde si colgono sin dal parcheggio. Ieri mattina, per metà, era occupato da tronchi tagliati a pezzi e mezzi all’opera. Basta varcare i cancelli, per vedere il resto di una polaroid che porta ancora tutti i segni del disastro. Cataste di rami, giganti verdi abbattuti dalla furia del vento, altri esemplari piegati e rimasti da allora in attesa delle operazioni che riporteranno l’oasi sul lungofiume alla normalità.Tra nastri bianchi e rossi che segnalano i pericoli e zone off limits: è ancora un panorama post-emergenza climatica quello del Belgiardino, a oltre 15 giorni dalla violentissima tempesta che si è abbattuta sul capoluogo lo scorso venerdì 17 luglio. La storica oasi sul lungofiume, punto di riferimento delle estati lodigiane per chi resta in città, grazie alle presenza delle piscine rinnovate dall’amministrazione comunale e riaperte il 20 giugno, è stata una delle zone più colpite del capoluogo dal passaggio della tempesta, che ha causato danni ingenti al patrimonio verde che, nell’immediato, aveva portato alla chiusura di diverse strade, compresa quella che conduce all’impianto comunale. Lo scenario, sin da subito, è stato impattante con numerose alberature colpite, alcune letteralmente sradicate dal vento. Esemplari maestosi che, in diversi casi, giacciono ancora a terra, in primis lungo l’argine dell’Adda. Diverse le zone che rimangono delimitate da nastro bianco e rosso all’interno del parco, proprio per la presenza degli alberi abbattuti dalla violenza della tempeste. Una condizione che non è passata inosservata e ha generato più di un rilievo in questi giorni, con segnalazioni arrivate alla redazione de Il Cittadino. Il Comune di Lodi ha chiarito che le operazioni di riordino del verde stanno procedendo e che si prosegue anche con gli abbattimenti delle piante pericolose e irrimediabilmente danneggiate dalla tempesta. Le tempistiche di rimozione, come spiega ancora il Broletto, sono connesse alla disponibilità della manodopera, perché le stesse ditte seguono numerosi comuni, e alla saturazione degli impianti di smaltimento che sono interessati dai conferimenti di tutti i territori che hanno subito il passaggio della tempesta. Quella sulla vegetazione non è l’unica segnalazione che tocca il Belgiardino, dove suscitano interrogativi anche due delle quattro docce in zona piscina dei piccoli non funzionanti. Da Sporting Lodi, gestore dell’impianto, si segnala che il danneggiamento degli impianti, che funziono con energia solare, è arrivato con le ondate di calore e che il ripristino potrà essere in agenda per la prossima stagione.

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