Anche un rider di Lodi nell’operazione sul caporalato digitale

Operazione dei carabinieri in tutta Italia: spesso i fattorini devono versare una percentuale per lavorare con l’account di colleghi assenti

Venticinque anni, rider, di nazionalità pakistana. Chi vive a Lodi magari lo ha notato in uno dei punti di ritrovo presenti in città, oppure l’ha visto, con il telefono in mano pronto ad intercettare l’ordine di consegna. O magari ha ricevuto a casa una pizza proprio dalle sue mani. Non tutto il guadagno per il lavoro svolto però è finito nelle sue tasche. C’è, infatti, anche il 25enne tra i 92 rider che “pedalavano” per strade urbane e provinciali di tutta Italia sotto account falsi. Il fenomeno è quello del caporalato digitale già ben conosciuto dai carabinieri, ma che ha trovato ancora più forza dopo lo scoppio della pandemia, quando le abitudini sono cambiate: spesso la cena consegnata direttamente a casa, infatti, sostituisce la consumazione al ristorante. Come in tutti i 105 capoluoghi di provincia italiani, anche Lodi è stata toccata dalla maxi operazione che ha portato all’identificazione di 823 rider, per lo più stranieri, effettuata dai militari dell’Arma per la tutela del lavoro.

L’11,2 per cento pedalava con l’account di altri, come il 25enne pakistano. Semplice il modus operandi partito già nel 2019, con fattorini che durante i periodi di malattia o di rientro nei Paesi d’origine cedevano gratuitamente le loro credenziali sulle varie piattaforme, così da non scendere nel ranking di affidabilità e riprendere il loro posto quando rientravano in Italia. Con il passare degli anni si è arrivati però all’ampliamento del fenomeno e a un vero e proprio caporalato, con registrazioni avvenute con documenti falsi, che ha coinvolto, nella vicina Milano, addirittura dei minorenni. All’interno di questo sistema i rider dovevano pagare il loro “padrone”: la percentuale variava dal 20 al 50 per cento sull’incasso di ogni consegna. Questo in base anche al tipo di cessione concordata con il rider il quale spesso doveva anche chiedere in prestito la bici elettrica.

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