Asst “cede” l’Ospedale di comunità
«È solo per gestire il personale»

SANT’ANGELO LODIGIANO «Ora ci sono infermieri liberi professionisti, si fa fatica; manterremo la governance»

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Caccia a una società esterna per gestire l’ospedale di comunità di Sant’Angelo. E, quando sarà pronto, anche quello di Casale. L’Asst di Lodi ha aperto un bando per la cessione di quello che, di fatto, dice il direttore generale Guido Grignaffini «è un reparto con 16 posti letto», anche se viene definito ospedale, situato al quarto piano del Delmati. «Il personale interno non si trova - spiega il manager dell’Asst di Lodi -; attualmente viene gestito al 95 per cento con gli infermieri libero professionisti. Purtroppo però la gestione è difficile, si fa fatica a organizzare i turni, con le disposizioni orarie che cambiano in continuazione da parte del personale. È molto meglio cedere la gestione in blocco a una società esterna. L’Asst però manterrà la governance clinica e deciderà quali pazienti ricoverare. Vogliamo evitare che si verifichi quanto contestato al San Raffaele. Conviene anche dal punto di vista economico. Un infermiere libero professionista viene retribuito 40 euro all’ora». L’appalto ha la durata di 6 anni e vale circa 8milioni 941mila euro. L’aggiudicazione avverrà anche in presenza di una sola offerta, purché ritenuta idonea sotto il profilo tecnico e congrua sotto quello economico.

«I liberi professionisti che ora lavorano a Sant’Angelo e che apprezziamo - continua il direttore generale - verranno impiegati in altri reparti in difficoltà. Due reparti interi con liberi professionisti sono difficili da gestire, uno o due operatori si riesce, ma un intero reparto si fa fatica».

Per Lodi la cessione di un reparto con queste modalità rappresenta una novità, ma l’operazione è già stata «fatta altrove, tra l’altro a Crema, in Brianza, in Valle Olona, adesso nella Martesana. In Liguria avevano ceduto tutto l’ospedale. È irrealistico pensare di gestire tutto il servizio con personale nostro. Fatto un calcolo del rapporto rischi e benefici abbiamo optato per questa scelta. A Casale, quando saranno terminati i lavori, apriremo 20 letti. Il bando riguarda anche l’ospedale di comunità di Casale».

L’ospedale di comunità, nato in seno alla riforma della sanità territoriale, è una struttura sanitaria di cure intermedie per pazienti che necessitano di media-bassa intensità clinica e degenze brevi. Ha il compito di agevolare la transizione dei pazienti dalle strutture ospedaliere per acuti al proprio domicilio, consentendo alle famiglie di avere il tempo necessario per adeguare l’ambiente domestico, nonché di accogliere i pazienti provenienti dal domicilio, anche su proposta del medico di base, nel caso in cui, pur non presentando patologie ad elevata necessità di assistenza medica, questi non possano essere assistiti adeguatamente presso la loro abitazione.

Attualmente i posti letto sono tutti occupati. A breve i pazienti traslocheranno in un’altra area, ma sempre al quarto piano. Il progetto iniziale di portare i letti al secondo e di ampliarli a 20 venne bocciato, per una questione di spazi, già qualche anno fa, dall’Ats.

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