Bancomat: confessa un 20enne componente della banda di Sant’Angelo
L’INCHIESTA Incensurato ammette due furti ma non fa nomi, la banda leggeva «Il Cittadino» per seguire le indagini
«Si è vero, io c’ero, e sono pentito»: ieri uno dei presunti appartenenti alla “banda del bancomat” individuata dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Lodi ha confessato al Gip durante l’interrogatorio di garanzia in carcere ma, come era sua facoltà, non ha voluto fare nomi né riconoscere volti. D.O., vent’anni, incensurato e con i genitori sconvolti dall’aver appreso cosa avrebbe fatto il loro figlio quando stava fuori ore e ore di notte, si è riconosciuto tra i responsabili del tentato furto del 25 ottobre dello scorso anno al Banco Bpm di Cervesina (Pavia), dove lo sportello automatico era esploso per metà e non si erano potuti recuperare i soldi, e di quello riuscito, per 5mila euro di bottino, l’11 novembre successivo alla Bcc Centropadana di Zorlesco. «È un ragazzino che si è trovato in una situazione più grande di lui», si limita a osservare l’avvocato Raimonda Aliu di Lodi.
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