Banda dei bancomat: i sospetti su altre esplosioni nel territorio
L’INCHIESTA Il 24enne fermato dopo un colpo, da latitante, in Liguria, non risponde al gip
L’uso non di una sola, ma di due o anche tre “marmotte” esplosive, e la tecnica di accensione a miccia, e non con l’elettricità, sembra essere una delle firme firma della banda dei bancomat con base a Sant’Angelo Lodigiano, che al momento i carabinieri del comando provinciale e la Procura della Repubblica di Lodi ritengono coinvolta nel tentato furto alla Bpm di Cervesina il 25 ottobre 2025, nessun bottino e oltre 26mila euro di danni, e in quello andato a segno, per un provento di 5.200 euro e oltre 50mila euro di danni, la notte dell’11 novembre scorso alla Bcc Centropadana di Zorlesco. Solamente due, O.D., 21 anni compiuti un mese fa, l’unico reo confesso e ammesso ai domiciliari, e O.A., che aveva appena 18 anni all’epoca del fatto, sono gravati da pesanti indizi per il tentato furto nel Pavese, tutti e cinque i destinatari dell’ordinanza cautelare eseguita due mesi fa a Sant’Angelo invece sono ritenuti partecipi del furto riuscito a Zorlesco.
Ieri mattina, in videocollegamento dal carcere di La Spezia, il “quinto uomo” Loris Gargiulo, 24 anni compiuti a gennaio, interrogato dal gip Fiorella Ivonne Calderon (solamente ora perché da inizio febbraio il giovane era latitante, evaso in modo acrobatico dal carcere di Lodi) si è avvalso della facoltà di non rispondere. Entro domani lo stesso 24enne comparirà invece di persona davanti al gip Spezzino perché fermato la notte di Pasqua a breve distanza da un bancomat esploso a Varese Ligure.
Gli inquirenti sospettano che fosse lui l’esplosivista del gruppo barasino. Le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Lodi sui colpi con l’esplosivo agli sportelli automatici di banche e uffici postali e sul loro intensificarsi nel 2025 avevano avuto una svolta a inizio ottobre, con il ritrovamento di due “marmotte”, ordigni esplosivi improvvisati realizzati con una scatola metallica che viene spinta con un bastone negli erogatori di banconote, nel bagagliaio di un’Audi A3 parcheggiata al quartiere Pilota di Sant’Angelo. All’interno, in carica, un telefonino con immagini e tracce di ricerche indicative di un forte interesse per i furti agli sportelli Atm, gli esplosivi e le tecniche per avviare automobili senza disporre delle chiavi. C’erano anche “selfie” di due sospettati con una pistola, si spera una scacciacani, scattati nel “covo” della banda in una cantina di via Battisti a Sant’Angelo.
Tante foto scaricate da Google Maps di sportelli automatici nelle province di Lodi, Pavia e Cremona, articoli di giornale, ricerche su come ripulire le banconote macchiate, ricerca di strumenti elettronici, su siti cinesi, articoli di stampa sul tentato furto di Credera dell’8 marzo 2025 e su quelli del 9 settembre alla Bcc di Sant’Angelo, del 15 a Brembio, del 16 agosto 2025 al Postamat di via Roma a Caselle Lurani, sul bancomat scoppiato l’11 settembre a Caselle Lurani, e ancora fotografie della Bcc di Caravaggio di Spino d’Adda e della Bpm di Camisano, per non farsi mancare neppure foto prese da Internet di esplosivo semtex e al plastico, immagini di un tavolo pieno di grossi petardi, si sospetta utili per confezionare le “marmotte”, e di grosse mazzette di banconote avvolte nel cellofan. L’inchiesta ha evidenziato anche un sopralluogo a Sordio poco prima che il 7 agosto, sempre dello scorso anno, venisse tentata l'esplosione dello sportello automatico della banca del paese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA