Bufera in consiglio comunale a Lodi sulla vendita di 18 appartamenti Erp con un’asta pubblica

IMMOBILI Nel mirino delle opposizioni le mancate informazioni alle famiglie coinvolte e le comunicazioni dell’assessore Scotti

È bufera sulla vendita dei 18 alloggi Erp di via Kennedy, tre dei quali occupati da famiglie assegnatarie. Il blocco di immobili - in una palazzina in cui il Comune non è più titolare della proprietà cielo-terra - è stato inserito nell’ultimo piano alienazioni. Due i motivi del contendere: da un lato il fatto che per gli alloggi occupati non fosse stata messa in atto un’interlocuzione preventiva con le famiglie; dall’altro le informazioni veicolate in Commissione Ambiente e territorio dall’assessore a lavori pubblici e patrimonio Gianluca Scotti in merito alla modalità di vendita, che invece sarà quella dell’asta pubblica, come rettificato poi in Commissione Bilancio dall’assessore Simone Piacentini. E due anche gli ordini del giorno presentati sul caso, da opposizioni e maggioranza. Comune, in parte, l’intento, ovvero tutelare le tre famiglie assegnatarie degli alloggi, garantendo che, a esito negativo della verifica con le stesse famiglie sull’ipotesi di acquisto o cambio alloggio, i tre appartamenti siano stralciati dal piano. Con l’odg sottoscritto dai gruppi di maggioranza, e presentato da Silvana Cesani (Lodi Comune Solidale), si è chiesto sì di tutelare le famiglie dei tre alloggi, ma anche di legare le risorse derivanti dalle alienazioni degli appartamenti alla ristrutturazione di altri alloggi comunali sfitti - «pari al doppio di quelli oggetto delle alienazioni» - e anche di destinare risorse a nuovi recuperi di alloggi sfitti con risorse dall’avanzo di previsione, «per ridurre il numero di immobili oggi non disponibili».

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