Busto di Castellotti a Modena:
così il campione torna a casa
EROI Il volto del pilota lodigiano era stato rubato nel 2012
Lettura 1 min.A dodici anni dal furto che ne privò il Parco Ferrari, la memoria di Eugenio Castellotti torna a occupare il posto che le spetta. Domani, sabato 10 ottobre alle ore 10.30, all’angolo tra viale Autodromo e viale San Faustino, la città e la Scuderia Eugenio Castellotti di Lodi sveleranno un nuovo busto dedicato al celebre pilota degli anni Cinquanta, indissolubilmente legato alla storia motoristica modenese e tragicamente scomparso il 14 marzo 1957 durante una sessione di prove su una Ferrari proprio all’ex Aerautodromo.
L’opera reca la firma del maestro d’arte Alessandro Rasponi, già autore della serie originale di sculture installate nel parco a partire dal 2003 da un’idea del giornalista Sandro Bellè. Nel febbraio del 2012, una serie di raid vandalici portò all’asportazione di diversi busti in bronzo dedicati ai grandi protagonisti del motorsport, tra cui quello del campione lodigiano.
La nuova scultura, realizzata ex novo, si inserisce nel solco della tradizione e del ricordo costruito nel tempo da don Sergio Mantovani, lo storico “cappellano dei piloti”. Per restituire i tratti autentici di Castellotti, Rasponi si è ispirato alla precedente scultura e all’opera tuttora conservata presso la scuola di Santa Caterina a Modena.
La rinascita del monumento è stata resa possibile grazie all’iniziativa e alla generosità della Scuderia Eugenio Castellotti di Lodi, che farà dono dell’opera alla città di Modena. Alla cerimonia prenderanno parte il presidente del sodalizio, Alvaro Corrù, i membri del consiglio direttivo e diversi soci che giungeranno nel capoluogo emiliano a bordo di auto d’epoca, trasformando la svelatura in un vero e proprio raduno di passione automobilistica.
«Sono particolarmente felice di aver potuto, passo dopo passo, riportare nella loro sede alcune delle statue dedicate ai grandi piloti che hanno fatto la storia del nostro territorio e dell’automobilismo mondiale», ha commentato lo scultore Alessandro Rasponi. «Per Castellotti si tratta di una nuova opera, realizzata con grande passione e nel rispetto della memoria della precedente scultura - aggiunge -. Il percorso non è ancora terminato: mancano ancora altri protagonisti da recuperare. Il mio auspicio è che questo lavoro possa proseguire e che anche il Comune di Modena, insieme ad aziende private e associazioni, possa contribuire a riportare nel Parco Ferrari tutte le testimonianze possibili. Queste opere appartengono alla città, alla sua storia e alle generazioni future».
L’inaugurazione di domani si prefigge dunque non soltanto come l’omaggio a un interprete epico dell’automobilismo degli anni ’50, ma anche come un momento di rinascita per il patrimonio culturale e della memoria collettiva modenese.
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