Cassa integrazione straordinaria per Pizza Sprint

CASTIGLIONE D’ADDA Oggi i consulenti del lavoro saranno in azienda per parlare con i papabili per aiutarli a prendere una decisione

Via libera del Ministero a 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per i lavoratori di Pizza Sprint, l’azienda a conduzione famigliare di Castiglione d’Adda investita dalla crisi. Il 18 gennaio era scaduta la cassa ordinaria aperta per la settantina di dipendenti, per lo più stranieri e residenti in paese o nel circondario. Nel laboratorio lungo la provinciale 27 a Castiglione dove si sfornavano le celebri pizze, focacce e pinse artigianali, cotte in formo e messe sottovuoto, che nei tempi d’oro hanno conquistato anche il mercato estero, la produzione è ridotta al minimo. E solo una minoranza di lavoratori è in servizio. Senza ammortizzatori sociali per 70 famiglie sarebbe quindi impossibile tirare avanti. La richiesta di cassa straordinaria presentata al Governo dal segretario generale della Flai Cgil di Lodi, Emanuele Caravello, anche se in ritardo, è stata però accolta. E permette di tirare un sospiro di sollievo in attesa delle prossime mosse. «Il 9 aprile, di mattina, avremo un’assemblea sindacale con i lavoratori per il recupero delle spettanze arretrate e le verifiche dei contribuiti, poi, a mezzogiorno, incontreremo l’azienda» annuncia Caravello. A mettere in ginocchio Pizza Sprint sarebbero stati la perdita di un acquirente strategico in Francia e il tentativo di scalare la grande distribuzione tramite l’ingresso di un nuovo socio, che non ha dato i risultati sperati. La professionalità delle maestranze e la qualità dei prodotti made in Castiglione, però, sono intatti. E potrebbero non andare persi. «Sappiamo che ci sono degli acquirenti intenzionati a subentrare, ma ad oggi non c’è nulla di definitivo» va cauto il segretario Cgil.

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