Classi a rischio nel Lodigiano, il presidente dell’Acl Bossi convoca tutti i sindaci

SCUOLA Ieri il vertice in Provincia, si chiede di paragonare il territorio a una realtà montana

Emergenza scuola, il presidente dell’Acl, l’Associazione dei comuni del Lodigiano, Livio Bossi, convoca tutti i sindaci al termine di un tavolo di lavoro istituzionale che si è svolto ieri in Provincia. Un passo fondamentale per Bossi è riuscire a fare in modo che il ministero consideri il Lodigiano per le sue caratteristiche geografiche, al pari di una comunità montana. In quest’ultima realtà, infatti, i numeri dei bambini necessari per costituire le classi sono molto più ridotti rispetto alle realtà di pianura.

Ieri pomeriggio, a palazzo San Cristoforo, si sono riuniti insieme a Bossi la viceprefetto Roberta De Francesco, il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Marco Fassino, la vicepresidente della Provincia con delega all’istruzione Luciana Tonarelli, la dottoressa Elisabetta Bellocchio, dirigente dell’area politiche del lavoro, centro per l’impiego e istruzione e la rappresentante di Anci Lombardia Gianpiera Vismara.

I rappresentanti del tavolo hanno analizzato la situazione e cercato di capire quali strategie intraprendere in virtù del cosiddetto inverno demografico e quale piano mettere in campo per affrontare la situazione attuale e in prospettiva dei prossimi 5 anni. «Abbiamo parlato dei futuri impegni - spiega Bossi -, guardando all’andamento demografico della nostra provincia, per intraprendere politiche adeguate». Oggi il presidente Bossi organizzerà una videoconferenza con tutti i sindaci del territorio che si terrà tra lunedì e martedì, per discutere dei contenuti emersi durante l’incontro. «Non voglio ancora anticiparli nel dettaglio - dice -, prima di parlarne con gli altri».

Oltre a Boffalora e Corte Palasio che rischiano di perdere la prima elementare, infatti, ci sono diversi comuni che fanno i conti con pochi bambini, come Cervignano, Caselle Landi e altre realtà della bassa. «La decementificazione - dice Bossi - ha come conseguenza quella di ridurre i residenti. In molte realtà i Comuni non sono più un’attrazione per le giovani coppie con i bambini. Io dico che a livello complessivo il Lodigiano dovrebbe godere della stessa attenzione di una comunità montana per come è esteso geograficamente e per lo svuotamento delle piccole comunità. Il primo impegno è confrontarmi con tutti i sindaci». Ci siamo ripromessi, aggiunge il dottor Fassino «di collaborare per seguire e programmare il necessario a seguito del calo demografico che è presente e continuerà. C’è stato un buon confronto».

Derogare ai parametri minimi fissati per la formazione delle classi (18 bambini a infanzia e medie e 15 alla primaria) è essenziale per salvaguardare il diritto costituzionale all’istruzione.

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