“Clienti privilegiati” della vecchia Bpl: in corso la causa per fatti di 22 anni fa
L’ERA DEI FURBETTI L’istituto chiede milioni a un agricoltore ma ha già perso in due gradi
L’era dei “furbetti del quartierino”, per i tempi della Giustizia, non è ancora finita: è ancora aperta una causa tra la società erede della vecchia Banca Popolare di Lodi, oggi il Banco Bpm, e gli eredi di un agricoltore del Lodigiano che era stato accusato di appropriazione indebita perché figurava avesse prelevato dai suoi conti correnti più di un milione e mezzo di euro, anche in contanti, realizzati con compravendite di azioni finanziate direttamente dalla banca, grazie anche a un prestito da due milioni senza garanzia che gli sarebbe stato concesso con l’ok di Gianpiero Fiorani. La vecchia banca tra l’altro avrebbe anche rilevato dall’agricoltore azioni proprie pagandole 15 euro ciascuna, in giorni in cui il titolo quotava attorno a 10 euro. Episodi avvenuti tra il 2000 e il 2003, nella ricostruzione dei legali dell’istituto di credito, per i quali l’agricoltore, nella speranza di chiudere la vicenda evitando i costi e la gogna di un processo, aveva patteggiato una pena sospesa, pur continuando a sostenere di non aver incassato lui tutti quegli utili a danno della Popolare di Lodi e ritenendo che fossero stati in realtà altri, nomi noti alle cronache giudiziarie dell’”estate dei furbetti”, a operare in quel modo sul suo conto. Contava così di aver chiuso quella vicenda, era il filone giudiziario dei 14 cosiddetti “clienti privilegiati”,. che lo aveva ferito e addolorato. Ma i legali della banca non si sono fermati e nel 2009 l’avevano citato davanti al tribunale civile lamentando danni alla vecchia Popolare per oltre 2 milioni di euro e chiedendogli di risarcirli previo accertamento della sua corresponsabilità con l’ex Ad e altre tre persone.
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