Colturano, terzo tentativo di sgombero dell’ex hotel La Campagnola
STAMATTINA Intervento delle forze dell’ordine, la struttura è da tempo occupata abusivamente
Lettura 1 min.È iniziata questa mattina, intorno alle 9, la procedura di sgombero dell’ex hotel La Campagnola, sulla provinciale Sordio-Bettola a Colturano, da tempo occupato abusivamente. Secondo i primi dati raccolti durante l’intervento, all’interno della struttura, composta da 14 camere, risultavano presenti 15 persone, a fronte di 25 complessivamente censite. Le operazioni sono coordinate con il supporto della Polizia Locale di Colturano, dei Carabinieri delle stazioni di San Giuliano Milanese e Melegnano, oltre a un reparto proveniente dalla Liguria.
Al momento le operazioni si stanno svolgendo senza tensioni: le persone presenti risultano collaborative e si sta procedendo al loro allontanamento. Tra queste, quattro uomini risultano in carico ai servizi sociali del comune e per loro è prevista un’accoglienza temporanea, con copertura delle prime tre notti attraverso un fondo ministeriale. Non risultano minori tra gli occupanti, ma sono presenti tre cani, ed è per questo che è stato disposto anche l’intervento dei servizi veterinari, oltre al medico legale e i tecnici di Cap Holding.
Gli assistenti sociali stanno seguendo da vicino le diverse situazioni, con il supporto dei servizi sanitari per eventuali fragilità, comprese persone con disabilità. Resta ora l’attesa per eventuali sviluppi da parte del Tribunale di Lodi, che potrebbero incidere sull’esito definitivo dell’operazione. Nel frattempo, le forze in campo proseguono nelle attività di sgombero dell’immobile. Tra i presenti il sindaco di Colturano, Giulio Guala. Lo scorso dicembre, infatti, per la seconda volta, era andata a vuoto la procedura di sgombero nonostante la vendita all’asta all’attuale proprietario Andrea Carugo. L’Ufficiale Giudiziario del Tribunale di Lodi, Maria Stefania Fassina, aveva ordinato lo sgombero della struttura ancora occupata dall’ex proprietaria Gabriella Marchetti. Una vicenda giudiziaria complessa che non trova fine nonostante la vendita risalga al 2019.
© RIPRODUZIONE RISERVATA