CONSIGLIO COMUNALE Nuovo camobio di casacca: bordate all’indirizzo di Martino per l’ingresso in Lodi al Centro

Politica L’ex capogruppo di Buongiorno Lodi è passato prima al gruppo Misto e ora con Scotti

È il tempo dei chiarimenti e delle spiegazioni, ma anche quello della “resa dei conti” tutta interna alla maggioranza. Con i modi del politichese certo, ma dritta e senza sconti. È la scelta «politica» del consigliere comunale Alessandro Martino, ex capogruppo di Buongiorno Lodi, poi passato al gruppo Misto e ora alla civica di maggioranza Lodi al Centro, a generare rilievi, puntualizzazioni e qualche piccata reazione interna alla coalizione Furegato. «Non un ritorno in coalizione» ha chiarito Martino martedì in aula, perché «l’adesione alle linee programmatiche di mandato» non è mai venuta meno. «Se il passaggio al Gruppo Misto non si poteva considerare scelta politica», peraltro vissuta con la difficoltà di essere unico rappresentante di maggioranza, lo è invece l’adesione al gruppo Scotti, «maturata soprattutto nel prendere atto di condividere medesime idee e scoprire comuni ambiziosi obiettivi». Il capogruppo di Lodi Al Centro Maurizio Bonfanti ha chiarito come il gruppo «abbia creato le condizioni per permettere al consigliere di uscire da una condizione difficile per esercitare la propria azione politica, perché il gruppo era forse troppo misto», ma anche che «ogni lista civica ha caratteristiche e connotazioni», un’impronta che per Lodi Al Centro è legata «all’aspetto del fare». Un addio al gruppo Misto accolto dalla reazione piccata della capogruppo Giusy Molinari - che ha rimarcato la mancanza di una comunicazione preventiva diretta, dato che «nell’ultima commissione mi sono astenuta dal voto per rispetto del consigliere che poteva avere una sensibilità diversa» - , ma anche da quella ancora più piccata dall’ex collega Luciana Quirico, che ha preso il posto di Martino come capogruppo di Buongiorno Lodi, intervenuta, ci ha tenuto a ribadire, «senza vena polemica». Diverse però le puntualizzazioni di Quirico, parlando di una scelta che «ha colto di sorpresa anche noi». «Comprensibili» le ragioni dal punto di vista «personale», «meno da quello politico», perché «sarebbe bello ci fosse un po’ di onestà intellettuale per riconoscere che quando gli elettori esprimono un voto lo fanno per la lista e la persona e il consigliere Martino era stato anche nominato capogruppo» e perché «coerenza e credibilità è sempre stata la cifra di Buongiorno Lodi». Insomma «crediamo che gli elettori che danno il voto meritino rispetto». Un’uscita che ha incassato il plauso delle opposizioni perché, come ha rimarcato Giulia Baggi (Fratelli di Italia), le parole della consigliera Quirico «fanno emergere tutta la mancanza di tranquillità di questa maggioranza rispetto ai vari passaggi che ci sono stati» ed è degno di nota il passaggio «dalla lista civica più votata della coalizione a un’altra motivandolo solo per l’attenzione all’aspetto del fare», una sottolineatura «che sminuisce il lavoro di altre rappresentanze politiche». Eleonora Ferri (Lega) ha fatto anche un passo oltre. «E se ci fosse aria di un rimpasto di giunta? Il gruppo Scotti ha un assessore, ma ora ha anche due consiglieri: se ci fosse solo una convergenza di idee, non ci sarebbe stato il passaggio nel gruppo misto». A mettere in luce «malumori e malesseri» anche Gianmario Invernizzi (Sara Casanova), che ha puntato i riflettori sull’uscita di Martino da Buongiorno Lodi, «lista civica del sindaco che ha perso così un consigliere».

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