Dipendenze, oltre 400 nuovi casi

PRIMO PIANO Lo scorso anno 1.500 persone in carico: è nato anche un nuovo sportello per gli “schiavi” del digitale

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Droga, alcol e gioco d’azzardo, 443 nuovi pazienti presi in carico dall’Asst di Lodi nel 2025. Eroina e cocaina restano le sostanze più diffuse. Lo scorso anno ben 42 “cartelle” sono state aperte per ragazzi tra i 14 e i 19 anni e nella maggior parte dei casi per abuso di stupefacenti. I numeri sono contenuti nell’ultimo rapporto del Servizio dipendenze.

La maggior parte dei soggetti fragili ha la licenza di scuola media inferiore, è single e maschio. Dei 443 nuovi pazienti, infatti, i maschi sono 349 e le donne 94 e dei soggetti già in carico nel 2025, 852 sono maschi e 173 femmine.

Complessivamente, nel 2025 il servizio dipendenze ha seguito 1468 persone.

I pazienti con problemi di tossicodipendenza sono la fetta maggiore, ovvero 951, 335 sono quelli con problemi di alcol e 77 di gioco. Il servizio, infine, ha seguito anche 64 persone che volevano smettere di fumare e 30 con problemi familiari.

Droga e nuove sostanze

Fra i tossicodipendenti, la fascia maggiore è quella tra i 40 e i 44 anni. Tra i nuovi utenti la classe di età più rappresentata, oltre a quella 40-44, è quella 20-24. Le sostanze più utilizzate recita lo studio dell’Asst sono l’eroina (44%) seguita da cocaina (32%) e cannabis (20%). Rispetto al 2024, le cosiddette nuove sostanze e la cocaina sono cresciute di due punti percentuali. Quarantadue soggetti hanno dichiarato agli operatori di utilizzare come sostanze primarie psicoattive le nuove droghe. «Un dato allarmante - ha commentato il responsabile del Dipartimento di salute mentale e dipendenze Giancarlo Cerveri -. Le sostanze più preoccupanti sono il fentanyl e i suoi derivati, prodotti in laboratori clandestini».

“Ammalati” di alcol

I nuovi pazienti del servizio per gli alcolisti nel 2025 sono stati 105, 87 maschi e 18 femmine. Questi si sono aggiunti ai pazienti già in carico, 230 (187 maschi e 47 femmine). In questo caso la fascia maggiormente rappresentata è quella tra i 50 e i 54 anni (56 soggetti), ma l’età si è un po’ abbassata nei nuovi soggetti che si sono rivolti al servizio nel 2025 per un problema di alcol, ovvero tra i 45 e i 49 anni. Tra questi, il 42 per cento ha una licenza media inferiore, il 32 per cento è disoccupato e il 57 per cento è single. Il vino resta la sostanza maggiormente responsabile del fenomeno: viene utilizzato dal 47 per cento dei pazienti, la birra dal 34 per cento.

Gioco patologico

I nuovi utenti dipendenti da gioco sono soprattutto tra i 20 e i 24 anni. I professionisti nel 2025 hanno seguito 77 utenti, 31 nuovi e 46 già in carico. Il profilo, anche in questo caso, è di una persona con il diploma di licenza media, il 52 per cento è stabilmente occupato, il 53 per cento è single. Le slot machine restano tra la tipologia di gioco che “incatena” maggiormente le persone. Il 56 per cento dei pazienti, infatti, ha dichiarato di essere dipendente dalle slot machine, il 26 per cento, invece, è schiavo del mondo delle scommesse sportive. L’Asst ha avviato anche un nuovo sportello contro l’abuso dagli strumenti digitali.

Allarme adolescenti

Quello degli adolescenti è un mondo a sè. Nel 2025 il servizio dipendenze dell’Asst ha aperto 42 cartelle per ragazzi tra i 14 e i 19 anni, la maggior parte tra i 14 e i 17. Gli adolescenti sono vittime soprattutto degli stupefacenti. Il 78 per cento, infatti, ha una dipendenza di questo tipo. Il 17 per cento è segnalato dalla Prefettura.

«Un anno sfidante»

«È stato un anno interessante e sfidante per me perché mi ha permesso di conoscere e approfondire il mondo di utenza, operatori e percorsi di cura che ruota intorno ai Servizi per le dipendenze - sono le parole del dottor Cerveri -. Mi ha fatto scoprire la rete di relazioni che collegano il servizio pubblico con gli enti privati, la quantità enorme di progetti su specifiche aree patologiche e il tentativo sempre costante di mantenere trattamenti per condizioni di malattia consolidata (come l’alcoldipendenza o la dipendenza da oppioidi), ma al contempo di sviluppare interventi rivolti a condizioni più recenti come gioco d’azzardo patologico e cyberbullismo».

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