È allarme nel Lodigiano per la “droga dei poveri”
DIPENDENZE Crescono i casi di persone, anche minorenni, che ricorrono a bombolette con gas esilaranti
Bombolette con i gas “esilaranti”, che producono un rapido e temporaneo stato di euforia, e nuove droghe: cresce l’allarme nel Lodigiano. E gli effetti sono devastanti. Gli operatori del pronto soccorso e del Dipartimento di salute mentale si trovano di frequente, soprattutto nell’ultimo periodo, a contatto con giovani, anche minorenni che fanno uso di queste sostanze, diventano aggressivi e ingestibili. Al punto che i medici devono chiamare gli anestesisti perché le normali terapie per tranquillizzarli non hanno effetto. Nei giorni scorsi, qualcuno ha trovato delle bombolette disperse in un parco, in città, e il ragazzo che domenica scorsa urlava durante la Messa delle 18 in Duomo, si spruzzava in continuazione una bomboletta in bocca. Il protossido di azoto è chiamato anche “la droga dei poveri”: le bombolette, infatti, sono quelle del gas da campeggio, si trovano senza problemi in qualsiasi negozio, a basso prezzo. «L’Asst - commenta il responsabile del Dipartimento dipendenze e salute mentale Giancarlo Cerveri - impatta con queste persone soprattutto in pronto soccorso e nel servizio di psichiatria. Le nuove droghe vengono usate da più giovani in ambiti non ordinari e che, nella prima fase non hanno un effetto impattante. I ragazzi le usano per esempio, durante le feste o in ambito di relazioni di coppia: la reiterazione dell’assunzione porta a problemi che impattano sulla salute mentale. Si generano stati di agitazione psicotici, comportamenti aggressivi, atteggiamenti deliranti. Questo richiede un impegno rilevante da parte degli operatori ospedalieri. La settimana scorsa in pronto soccorso si sono trovati a gestire due casi di un minorenne e un maggiorenne, in una condizione molto complessa e di agitazione comportamentale gravissima.
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