Ex Linificio, servono altri 3,5 milioni per la realizzazione dell’opificio della cultura a Lodi
PERIZIA DI VARIANTE Il conto complessivo della maxi opera arriva a toccare quasi i 26 milioni
Lettura 1 min.Il conto complessivo, aggiornato, dice 25 milioni 781 mila euro. E dice anche, e soprattutto, che con la perizia di variante - che contiene tutte le opere aggiuntive per arrivare al collaudo nei tempi- si arriva a raggiungere i 10 mila metri quadrati rigenerati. Ergo, la “milestone” di verifica - punti di controllo cruciali previsti proprio dal Pnrr - entro il prossimo 29 giugno 2026, nuovo cronoprogramma aggiornato della maxi operazione di rinascita.
Via libera dalla giunta Furegato alla variante da 3,5 milioni di euro per la rigenerazione urbana dell’ex Linificio di piazzale Forni. Il progetto è quello per rendere l’ex cittadella del lavoro il nuovo Opificio della Cultura. Un nuovo museo civico, chiuso ormai da anni nel capoluogo con le opere in deposito da privati; un nuovo archivio storico, che prenderà il posto dello storico immobile di via Fissiraga chiuso dal 2019, ma anche un auditorium e spazi per la creatività e la cultura. Un intervento finalizzato al recupero e alla valorizzazione di un complesso di rilevante interesse storico-architettonico, che beneficia di un contributo Pnrr da 18,4 milioni di euro, già integrato da ulteriori risorse, fino al quadro economico da 20 milioni 992 mila euro. L’adozione della variante, come spiega il Comune di Lodi, si è resa necessaria a seguito di una serie di circostanze emerse nel corso dell’esecuzione dei lavori. L’aggiornamento progettuale, intanto, consente di assicurare il rispetto delle milestone PNRR, che impongono il raggiungimento di specifici obiettivi funzionali entro il 30 giugno 2026. A tal fine, l’intervento è stato rimodulato in lotti funzionali, attribuendo priorità alle opere indispensabili per garantire l’agibilità e la piena funzionalità di una porzione significativa dell’edificio. Nel corso del cantiere, poi, le operazioni si sono scontrate più volte con la carta “imprevisti”, per situazioni non prevedibili in fase di progettazione.
Tra queste, la presenza di sottoservizi non mappati, la scoperta di cunicoli ipogei ed elementi strutturali non censiti, ma anche uno stato di conservazione dei solai più compromesso rispetto a quanto emerso nelle indagini preliminari. La variante recepisce poi prescrizioni vincolanti formulate dopo la validazione del progetto esecutivo dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e dal Comando dei Vigili del Fuoco, sulle facciate storiche, la conservazione di elementi architettonici tutelati, il posizionamento e il mascheramento degli impianti tecnologici, oltre a specifici adeguamenti in materia di sicurezza antincendio.
Introdotti anche adeguamenti tecnici e funzionali finalizzati a migliorare l’organizzazione degli spazi, l’efficienza degli impianti e la complessiva fruibilità del futuro Polo Storico Culturale, senza alterare la natura e gli obiettivi generali dell’intervento. L’aggiornamento del quadro economico prevede uno stanziamento aggiuntivo di 3,5 milioni di euro, destinato alla perizia di variante e suppletiva, già previsto in sede di bilancio. E con l’approvazione della delibera il valore complessivo del progetto sfonda il tetto dei 25 milioni di euro.
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