«Il reparto di Chirurgia vascolare di Lodi funziona bene e ci ha salvato»
SANITÀ Al nostro giornale l’appello di due pazienti che raccontano la loro esperienza positiva nel reparto a rischio chiusura
Lettura 1 min.«Il reparto di Chirurgia vascolare di Lodi funziona ed è fondamentale per gli interventi per patologie tempodipententi; la Regione ci ripensi». Due lettori hanno contattato la redazione de “Il Cittadino” a seguito dell’articolo dello scorso 4 settembre, in cui si dava notizia del fatto che l’ospedale di Lodi è stato escluso dai centri per la patologia aortica.
Una delibera di giunta, proposta dall’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso ed approvata ad agosto, che entrerà in vigore l’1 gennaio 2027, autorizza infatti ad operare i pazienti con un’aneurisma dell’aorta solo gli ospedali che effettuano almeno 30 interventi all’anno. Numeri che Lodi avrebbe o si avvicinerebbe ad avere, ma i dati a cui fa riferimento la delibera, quelli di Agenas, sono stati registrati con una modalità differente e non renderebbero ragione della reale attività. Con la nuova delibera anche gli interventi di chirurgia vascolare ordinaria non potranno più essere effettuati, con il risultato che i pazienti del territorio finiranno nelle liste d’attesa di altri ospedali e - trattandosi di patologie tempodipendenti - per non aspettare, dovranno rivolgersi al privato. «Leggendo il vostro giornale mi è giunta la notizia che in seguito ad una delibera della giunta regionale il reparto di Chirurgia vascolare dell’ospedale di Lodi verrà escluso dai Centri per la patologia aortica», scrive un lettore di Turano, per poi raccontare la sua esperienza. «Ho 71 anni, sono stato monitorato per vari anni presso la divisione di Chirurgia vascolare dell’ospedale di Lodi per un aneurisma dell’aorta addominale, fino a che si è giunti al punto di aver la necessità di essere operato. Infatti, sono stato sottoposto ad intervento per la comparsa di una dissecazione dell’aneurisma nel gennaio 2026. Leggo con rammarico la notizia e penso alle conseguenze che potrebbe avere una persona che ha urgenza di essere operata, ad esempio per una rottura di aneurisma di aorta addominale. Dato che si tratta di una patologia la cui risoluzione è tempodipendente, per cui prima si interviene maggiore è la possibilità di guarigione, il fatto di avere la disponibilità di un centro mirato per la patologia aortica è fondamentale; si pensi soltanto alla necessità di organizzare il trasporto, avere a disposizione immediata il mezzo, e successivamente il viaggio e soprattutto la fragilità estrema del paziente.
lo spero che il buon senso prevalga su qualsiasi altra motivazione e che venga data la priorità alla salvaguardia della popolazione locale che a tutt’oggi dispone di un ottimo servizio con operatori competenti»
«Apprendo con molta amarezza che il nostro ospedale sarà escluso dai centri per la patologia aortica addominale - spiega invece un altro lettore -. Io ho trovato un reparto di ottima qualità, molto bene organizzato, che ha risolto il mio problema con competenza e celerità, visto che l’aneurisma all’aorta non può aspettare. È una grave patologia, purtroppo silente e tempodipendente. Io in due mesi ho fatto un’Angio Tac (non ho trovato posto in centri più quotati e nemmeno nel privato) per ricovero e intervento chirurgico perfettamente riuscito; spero che questa mia esperienza positiva possa fare riflettere chi veramente può fare qualcosa... mi hanno salvato la vita».
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