La Corte dei conti sulla cattedrale vegetale a Lodi: «Danno per un’opera inutilizzabile»

RESPONSABILITÀ In occasione del nuovo anno giudiziario il procuratore cita il caso della discussa opera abbattuta dopo soli 3 anni

Un progetto ambizioso, nato per lasciare un segno d’arte e bellezza in vista di Expo 2015, finito in modo traumatico. Tra crolli ripetuti, incendi e demolizioni, che hanno scritto, a puntate, la parole “fine” alla storia. Quel che resta dell’ex cattedrale vegetale di Lodi, oggi, è il disegno sbiadito, impresso nel prato, solo da alcune delle querce messe a dimora all’interno delle 108 colonne dell’opera. E ora anche un’ipotesi di danno erariale. Proprio l’ex cattedrale Vegetale di Lodi, oggi, riaffiora nella relazione del Procuratore regionale della Corte dei Conti della Lombardia Paolo Evangelista, diffusa per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026. Il capoluogo lodigiano, e la vicenda dolorosa e discussa della cattedrale vegetale ispirata all’opera dell’artista lodigiano Giuliano Mauri, viene citato nell’ambito della relazione, per riepilogare gli esiti dell’attività di indagine della Procura regionale presso la sezione giurisdizionale per la Lombardia sul percorso che ha portato al disfacimento dell’opera a pochi anni dalla realizzazione e senza che potesse essere fruita per il tempo che era stato previsto dai cittadini, lodigiani e visitatori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA