La tragedia di Sordio - Sequestrate due spranghe trovate vicino al luogo della morte del 49enne - I VIDEO

Le indagini Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario per un 52enne commerciante d’auto di Milano

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Sordio

Due spranghe trovate a poca distanza dal punto in cui Francesco Emanuele Conforti è deceduto. Sono state sequestrate a Sordio le possibili armi utilizzate per il pestaggio di Simone Severgnini, il 52enne commerciante d’auto in carcere per l’investimento del 49enne di Monticelli Pavese.

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Spranghe, o bastoni o comunque assimilabili ad armi, che sarebbero appunto il mezzo con la quale il defunto e l’amico avrebbero aggredito Severgnini prima che quest’ultimo mettesse in moto la sua Range Rover travolgendo mortalmente l’imprenditore edile. Il recupero da parte dei carabinieri della Compagnia di Lodi non sarebbe avvenuto ieri, ma circa un giorno dopo l’omicidio aprendo quindi un nuovo filone dell’indagine che ha portato il 52enne a finire in carcere dopo i fatti di venerdì 2 gennaio. Come emerso però lo scorso fine settimana, prima che Conforti venisse investito perdendo la vita, lo stesso 49enne, un amico 50enne residente in via Turati e Severgnini sarebbero arrivati allo scontro. Tra le prime ipotesi quella di una discussione degenerata nella violenza, come avrebbe ripreso una telecamera di sorveglianza all’esterno di un’abitazione, una vera e propria aggressione con il 52enne colpito ripetutamente come dimostrato anche dalle lesioni e dai traumi riportati a testa, braccia e ad una mano che hanno richiesto cure ospedaliere. I carabinieri, nonostante l’attività approfondita d’accertamento tra nebbia e buio nelle ore immediatamente successive alla morte di Conforti, non avrebbero immediatamente rinvenuto le spranghe con il ritrovamento avvenuto successivamente tra la vegetazione. Da qui però si apre anche un altro interrogativo, ovvero se le due armi fossero già presenti nel luogo del ritrovamento la sera stessa o se qualcuno le abbia posizionate in quel luogo per renderle maggiormente visibili agli occhi degli investigatori. Qualcuno che magari le ha ritrovate nella sua proprietà oppure in un angolo di via Turati e ha ben pensato di disfarsene il prima possibile senza dare nell’occhio. Un nuovo mistero quindi quello venuto a galla nella giornata di ieri a Sordio dove i residenti, pur trincerandosi nel silenzio, continuano a discutere di una tragedia che lascerà sicuramente strascichi per un lungo periodo. Rimane in questo contesto ancora al vaglio la posizione dell’amico di Conforti, già ascoltato dai militari nei minuti successivi all’omicidio.

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