Lodi, conti in rosso al Maffeo Vegio, è polemica sul contributo chiesto alle famiglie
SCUOLA I genitori in protesta: «Non è mai stato obbligatorio»; la preside Scotti: «Resta facoltativo, ma senza le attività extra sono impossibili»
Lettura 1 min.Genitori del Maffeo Vegio di Lodi in protesta per il pagamento del contributo volontario, ma la nuova preside Francesca Scotti interviene.
«La scuola vuole rendere obbligatorio il contributo - protestano i genitori -, non è mai stato così. La dirigente vuole legare il pagamento alla partecipazione alle gite. Non è giusto».
«Intanto - replica la preside - io non ho ancora parlato con i genitori, solo con i docenti. Il contributo resta volontario, non obbligatorio. Negli ultimi 2 anni i conti della scuola hanno registrato un ammanco incredibile. Non so ancora la cifra, ma mentre prima i genitori hanno sempre pagato, negli ultimi due anni no e il bilancio è in rosso. In queste ore la Corte dei conti farà i suoi controlli».
I soldi del contributo volontario di 120 euro all’anno è come la linfa vitale.
«Quei soldi - spiega la dirigente - servono per le attività extracurricolari. Chi non può perché è in un momento di particolare difficoltà economica può venire da me. Alcuni l’hanno già fatto all’inizio dell’anno perché erano in difficoltà con l’acquisto dei libri di testo, la strumentazione o altro e insieme abbiamo risolto le problematiche. La mia porta è aperta, lo studio è un diritto. Ci mancherebbe. Ma sono sicura che chi non può non è tra chi protesta. Ho semplicemente fatto presente che senza il contributo non posso far fare certe attività. Il pattinaggio, per esempio, non rientra nell’attività didattica, viene fatto con questi fondi quando i ragazzi vanno in gita ed è sempre con queste risorse che paghiamo il buono pasto ai docenti o paghiamo i supplenti che sostituiscono chi va in gita. Non è lo Stato che paga. Su 1100 studenti sono 2 o 3 le classi in rivolta. L’ammanco si è registrato nel 2023 e nel 2024, prima i conti erano a posto. Ho bisogno che la scuola rimpingui le risorse». Le attività extra sono ritenute fondamentali oltre che per ampliare gli orizzonti culturali degli studenti fuori dalla scuola, approfondire le tematiche legate all’attualità, imparare a leggere la realtà, saldare le amicizie tra i compagni, apprendere ulteriormente il rispetto delle regole, socializzare in contesti estranei alla scuola, scoprirsi sotto altri punti di vista e potenziare la creatività personale.
«Se qualcuno si fa male in gita però io sono responsabile - continua la dirigente -, il contributo resta volontario, ma è essenziale anche per la questione assicurativa per esempio. Se qualcuno ha bisogno di aiuto si rivolge personalmente al coordinatore di classe e le questioni, nel rispetto della privacy, vengono risolte». n
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