LODI Da un ragazzo di 18 anni l’applicazione senza barriere

Samuele Viganò ha ideato un’App che consente anche a chi utilizza la comunicazione aumentativa alternativa di inviare messaggi con iMessage

Lodi

Grazie alla sua applicazione, anche i ragazzi che utilizzano la comunicazione aumentativa alternativa per scrivere, da oggi possono mandare messaggi su iMessage ai loro amici. L’ideatore della nuova app denominata SymChat è Samuele Viganò, frequenta la IV liceo scientifico al Gandini e vive a Lodi. La sua applicazione è stata apprezzata dalla Società internazionale della comunicazione aumentativa alternativa ed è da gennaio sul podio nella classifica di Apple dedicata ai social network per iMessage (è stata anche prima).

«Volevo creare un’applicazione, per divertimento - racconta -, però ho pensato di fare qualcosa che avesse un senso e mi sono dedicato a questo. Ci sono dei ragazzi con una disabilità manuale o cognitiva che ricorrono alla comunicazione aumentativa alternativa, fanno uso di tavolette con dei simboli, oppure utilizzano il computer e scrivono con gli occhi e un puntatore; non c’era nulla però che permettesse di integrare questi simboli nei messaggi. Ho conosciuto un ragazzo: mi spiegava che per mandare un semplice messaggio doveva comporlo con un software, copiarlo e incollarlo su whatsapp; ci metteva tantissimo». Così Viganò si è messo alla scrivania, ha seguito un corso online di informatica, poi si è letto 1600 pagine in inglese per capire come si realizza un’applicazione (le 5 settimane passate a Toronto, l’estate scorsa, dopo aver vinto una borsa di studio, gli hanno consentito di migliorare molto la competenza linguistica). Alla fine, dopo 700 ore di lavoro, è arrivato al grande risultato. SymChat, al momento gira su Iphone. Samuele mostra la home dell’applicazione, le immagini possono cambiare colore, a seconda delle parti del discorso che rappresentano, allargarsi o rimpicciolirsi. Schiacciando sulle immagini può essere attivata anche la funzione vocale. Si possono aggiungere, simboli, parole e categorie. «Ho iniziato a lavorarci questa estate - spiega -, Dario Ricci, che è uno sviluppatore, mi ha dato una mano. Mi sono messo in contatto con il centro di Milano Benedetta D’Intino e con l’associazione Internazionale della comunicazione aumentativa alternativa». Subito sono arrivati i riconoscimenti. L’applicazione è tranquillamente scaricabile dall’App store del telefonino, il prossimo passo ora è lavorare con chi la utilizza per migliorarla ulteriormente.

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